Ginkgo biloba. Prodotti a rischio cancerogeno?

di oggisalute | 9 giugno 2013 | pubblicato in Curarsi naturalmente
ginkgo-biloba

E’ una notizia che ripresa nelle colonne del New York Times sta suscitando allarme nelle persone che, per motivi diversi, fanno uso di prodotti a base di Ginkgo biloba.

La Food and Drug Administration, infatti, è stata sollecitata a far ritirare dal mercato questi prodotti poichè ritenuti cancerogeni. La notizia sta facendo il giro del mondo perchè questa pianta è molto utilizzata ormai da decine di anni.

Sembra che tutto abbia inizio con la pubblicazione dei dati di tossicità della Ginkgo (Natl Toxicol Program Tech Rep Ser. 2013 Mar; (578): 1-184), secondo i quali la pianta causerebbe cancro del fegato nei topi e cancro della tiroide nei ratti.

Per Fabio Firenzuoli del Centro di Medicina Integrativa AOUC dell’Università di Firenze questo allarme è ingiustificato.

Gli studi farmacologici e tossicologici condotti sugli animali – sottolinea – non sono direttamente né facilmente estrapolabili ad altre specie.

L’estratto di Ginkgo biloba utilizzato negli animali (a dosaggi ben oltre quelli usati nell’uomo), è profondamente diverso da quelli usati nei trials clinici, infatti è ricco in acidi ginkgolici (10.45 ppm), ad attività mutagena, assenti invece nella Ginkgo che utilizziamo.

La ricerca – spiega ancora Firenzuoli-  non descrive il metodo di preparazione degli estratti utilizzati nei test, come ad esempio la presenza o assenza di solventi”.

Aggiunge poi il medico chirurgo, esperto in fitoterapia e fitovigilanza: “numerosissimi studi preclinici e clinici circa l’uso nell’uomo di estratti di Ginkgo non hanno mai dimostrato l’insorgenza di tumori epatici o della tiroide.

Al contrario, un recente studio clinico italiano, ha dimostrato la sinergia d’azione della Ginkgo biloba con Iodio 131 in pazienti con cancro della tiroide.

Dal punto di vista sperimentale vi sono dati interessanti sull’attività anticancerogena della Ginkgo e di vari flavonoidi in essa contenuti, anche in associazione a trattamenti chemioterapici.

A maggior ragione – conclude Fabio Firenzuoliquesto allarme sulla pericolosità della Ginkgo appare ancor più fuori luogo”.


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