Cibo e salute, educazione culturale per vivere meglio

di oggisalute | 27 ottobre 2014 | pubblicato in Nutrizione
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Cibo, alimentazione, gusto: tre elementi fondamentali non solo nella cultura italiana, ma anche in ambito sanitario, in particolare pediatrico. Alcuni cibi, particolari stili di vita legati all’alimentazione sono infatti strumenti di salute, vere e proprie terapie. È questo il senso della presenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Terra Madre – Salone internazionale del Gusto di Torino e dell’accordo di collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo siglato nel corso della conferenza “Non sentirsi diversi perché si mangia in modo diverso”.

Grazie alla partnership, Università e Ospedale combineranno le proprie specifiche competenze per promuovere un’alimentazione sana e gustosaattraverso progetti di ricerca, formazione e informazione (seminari, conferenze). A cominciare dal laboratorio “Questo non lo mangio!”, svoltosi domenica 26 ottobre presso Lingotto Fiere, che ha visto impegnati esperti nutrizionisti del Bambino Gesù nell’insegnare a ragazzi e genitori come correggere alcune cattive abitudini alimentari.

CIBO E MALATTIA: GLI ALIMENTI CHE CURANO

Nella medicina moderna il cibo non riveste più solo il ruolo di “integratore” di terapie farmacologiche, ma diventa terapia esso stesso: alcune patologie del metabolismo si curano infatti attraverso diete specifiche; il trattamento del diabete, della celiachia, dell’obesità o di alcune malattie neonatali non può prescindere dall’attenzione a ciò che si mangia.

È per questo motivo che l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù cura anche attraverso il cibo. La ricerca continua in questo campo ha portato all’elaborazione di oltre 100 menù differenti adatti alle varie esigenze nutrizionali dei piccoli pazienti; a dietoterapie in grado di soddisfare anche il palato di bambini e ragazzi con patologie metaboliche; a libri di ricette speciali per chi è affetto da malattie rare – come l’epidermolisi bollosa – e ha bisogno di nutrirsi con cibi che abbiano una precisa consistenza; a programmi alimentari adatti a bambini di altre nazionalità (circa il 40% del totale dei pazienti del Bambino Gesù) che, per la loro struttura biologica, possono avere delle reazioni particolari quando assumono alimenti non conosciuti. 

CIBO E SALUTE: EDUCAZIONE CULTURALE PER VIVERE MEGLIO

Ai temi dell’alimentazione e del gusto il Bambino Gesù dà anche risposte di tipo culturale con le iniziative di educazione del bambino e della famiglia a sani stili di vita che consentano ai futuri adulti di essere meno esposti alle cosiddette patologie killer, come le malattie cardiovascolari. Rientra in questo ambito lapartnership con l’Università di Scienze Gastronomiche.

Uno dei luoghi in cui si esprime la convenzione è proprio il Salone Internazionale del Gusto di Torino: illaboratorio “Questo non lo mangio!” è stato pensato per correggere le cattive abitudini alimentari di bambini e ragazzi. Esperti nutrizionisti dell’Ospedale Pediatrico romano insegneranno ai genitori come gestire l’avversione dei figli verso alcuni tipi di alimenti, in genere frutta e verdura. La selettività (scelta mirata di alcuni alimenti da mangiare) se troppo accentuata può portare a forme di obesità anche gravi. Viceversa, la neofobia (paura di entrare in contatto con nuovi cibi) può innescare comportamenti anoressici.

Un altro ambito di collaborazione tra Ospedale e Università è “Nutrire la Vita”portale di accesso alletematiche legate al rapporto tra alimentazione/cibo/malattia/salute/stili di vita/sportIl debutto della nuova piattaforma web è previsto in occasione dell’EXPO 2015 di Milano. 

IL VALORE DEL GUSTO: LE TERAPIE BUONE DA MANGIARE

L’attenzione dell’Ospedale Pediatrico romano per il cibo si declina nello studio di terapie alimentari che siano anche gustose, appetibili. Per alcune categorie di pazienti, quelli affetti da malattie metaboliche ad esempio, il concetto di “gusto” è quasi del tutto sconosciuto. Costretti a mangiare, per tenere sotto controllo la malattia, prodotti aproteici dal sapore spesso sgradevole, collegano il momento della cucina e del pasto al principio della cura medica, da sbrigare, perciò, nel minor tempo possibile. Sentendosi “diversi”.

Per consentire a questi ragazzi di condividere il piacere della tavola, assaporando il pasto, il Bambino Gesù ha sviluppato il progetto “MetabEat” che ha coniugato i gusti e i sapori della cucina italiana ai principi della dieta mediterranea offrendo un prodotto dietetico e curativo per le malattie metaboliche finalmente “buono”. L’iniziativa ha coinvolto chef professionisti che hanno insegnato ai bambini e ai loro genitori nuovi modi ditrattare, cucinare e abbinare i loro alimenti “speciali” con un obiettivo prioritario: scoprire il piacere del gusto.


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