Verso le “smart label”, ci diranno quando buttare cibo e cosmetici

di oggisalute | 28 agosto 2017 | pubblicato in Attualità
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Può individuare deterioramento e contaminazione nei prodotti alimentari e cosmetici, o nuove piante medicinali in una giungla remota. Sono le promesse di un sensore a basso costo, portatile, su carta, che può eseguire potenzialmente tutte queste funzioni con risultati semplici da leggere. I ricercatori che lo hanno sviluppato hanno presentando i loro risultati al 254esimo Meeting dell’American Chemical Society (Acs), riunita questa settimana a Wahington DC. Fra le novità all’orizzonte ci sarebbero dunque ‘smart label’, etichette intelligenti capaci di dirci quando buttare un cibo o un cosmetico.

“Sono sempre stata interessata a sviluppare tecnologie accessibili sia all’industria sia alla popolazione – afferma Silvana Andreescu, della Clarkson University statunitense – Il mio laboratorio ha costruito una versatile piattaforma di rilevamento che incorpora tutti i reagenti necessari per la rilevazione in un pezzo di carta. Allo stesso tempo è adattabile a diversi obiettivi, inclusi i contaminanti alimentari, gli antiossidanti e i radicali liberi che indicano il deterioramento”.

Quello che lo distingue dagli altri sensori sono le nanostrutture che utilizza per catturare e legare i composti che vengono cercati. “Noi usiamo particelle stabili e inorganiche – spiega la scienziata – Quando interagiscono con le sostanze che vogliamo rilevare, cambiano colore e l’intensità del cambiamento ci dice quanto è concentrato l’analita. Inoltre, poiché tutti i reagenti necessari per operare il dispositivo sono incorporati nella carta, gli utenti non hanno bisogno di aggiungere altro che il campione da testare”.

Le potenziali applicazioni sono svariate. Ad esempio, gran parte del lavoro dei sensori finora si è concentrato sulla rilevazione di antiossidanti nel tè e nel vino. Andreescu e colleghi hanno scoperto che questi prodotti hanno ‘impronte antiossidanti’ uniche, che potrebbero essere utilizzate per scopi di autenticazione. Il sensore portatile potrebbe anche essere utilizzato da ricercatori che esplorano luoghi remoti, come la foresta amazzonica, in cerca di fonti naturali di antiossidanti.

Più recentemente, Andreescu ha esteso il suo lavoro per contrastare la contaminazione del cibo e gli inquinanti ambientali. Un prototipo del sensore può individuare l’ocratossina A, una micotossina che si può trovare in una gamma di prodotti tra cui cereali e caffè. Questa direzione potrebbe essere ampliata ulteriormente, dice, per cercare salmonella ed E.coli.

Al momento, però, la sua squadra lavora in un’altra direzione, sviluppando dispositivi su carta che cambiano colore quando cosmetici e cibo vanno a male. Anche se la sperimentazione è ancora in corso, Andreescu afferma che questa tecnologia potrebbe essere incorporata un giorno in etichette intelligenti che informerebbero i consumatori su quando buttare un prodotto. Il lavoro del laboratorio di Andreescu, che ha permesso lo sviluppo di questa tecnologia, è stato finanziato dalla National Science Foundation.

(Fonte: Adnkronos)

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