In Italia quattro milioni di anziani vittime di abusi e truffe

di oggisalute | 20 giugno 2016 | pubblicato in Attualità
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Vittime dimenticate di truffe finanziarie, maltrattamenti fisici, offese verbali, angherie e mancanza di rispetto, di cui non si parla perché sono fragili e senza voce: a ben 4 milioni di anziani italiani non viene risparmiata la sofferenza per mano di familiari, vicini di casa, badanti od operatori sanitari. Il fenomeno degli abusi, oltre a essere in aumento a causa dell’incremento della popolazione anziana, è purtroppo un fenomeno sottostimato: l’allarme arriva dai geriatri in occasione della Giornata mondiale contro gli abusi sugli anziani.

Se ne parlerà al Convegno ‘Dignità della persona anziana e qualità della cura. Una sfida ad abuso e contenzione’, organizzato dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) con il sostegno della Conferenza episcopale italiana (Cei), a Roma il 22 giugno.

Secondo le stime dei geriatri, un anziano su tre è vittima di abusi: 2,9 milioni sono gli anziani maltrattati psicologicamente, 600.000 quelli che subiscono truffe finanziarie, 400.000 le vittime di violenze fisiche, 100.000 gli ‘over 65’ oggetto di abusi sessuali. Più a rischio i soggetti fragili, come le donne pari al 65% del totale delle vittime, e chi è più povero, meno istruito o soffre di disabilità cognitive.

Sempre più diffusa anche la contenzione fisica e farmacologica perché agli anziani fragili e in difficoltà si chiede anche di ‘non disturbare’ e di non essere un peso soprattutto in estate, quando prendersi cura di loro può diventare più gravoso. Oltre tutto non ci sono dati precisi sugli anziani istituzionalizzati legati o costretti ad assumere medicinali per stare tranquilli.

Per contrastare gli abusi e condividere una nuova coscienza dei diritti e delle responsabilità, ma soprattutto per promuovere un atteggiamento attivo di rispetto della dignità dei più fragili e di utilizzo delle cure palliative per accompagnare al fine vita, i geriatri propongono iniziative di formazione di medici e operatori sanitari per riconoscere ogni forma di violenza.

“La cronaca saltuariamente denuncia episodi di violenze a carico di anziani, ma si tratta della punta di un iceberg – spiega Nicola Ferrara, presidente Sigg – La discriminazione degli anziani, la tolleranza della violenza, la mancata coesione fra generazioni e le disuguaglianze di genere creano in qualche misura i presupposti per abusi e maltrattamenti sugli ‘over 65’. Inoltre il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento del numero di anni trascorsi in una condizione di dipendenza, ma soprattutto la riduzione dell’ampiezza e della forza delle reti familiari, accentuata dalla crisi economica, sono tutti fattori che incrementano la fragilità degli anziani e quindi il pericolo di essere vittime di abusi di ogni genere”.

“Le violenze possono essere sia fisiche che psicologiche, ma possono anche prendere la forma di sfruttamento economico, abbandono e soprattutto di disattenzione (come denutrizione, disidratazione, scarsa igiene, indumenti indecorosi): una realtà sfuggente, anche se in continuo aumento visto che secondo alcune analisi l’incremento dei casi è pari al 150% in dieci anni”, continua.

“Tra le diverse modalità di abuso, una criticità tuttora persistente è rappresentata dalla contenzione, fisica e farmacologica, che lede profondamente dignità e diritti degli anziani – interviene Flavia Caretta, responsabile del Centro di ricerca per la prevenzione e lo sviluppo della assistenza geriatrica (Cepsag), Università Cattolica del Sacro Cuore – Al contrario di altre nazioni, come ad esempio gli Stati Uniti, dove da decenni un regolamento federale implementato in tutte le ‘nursing home’ richiede e verifica una diminuzione progressiva dell’uso della contenzione, nel nostro Paese non sono disponibili dati nazionali. Un dato, anche se parziale, è riferibile a una indagine Ipasvi-Federazione nazionale collegi infermieri (del 2010), che riporta un 68,7% dei residenti in Rsa sottoposto a contenzione fisica. Ma si ipotizza in percentuali addirittura maggiori la contenzione farmacologica, anche perché meno facilmente verificabile”.

(Fonte: Adnkronos)

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