Valentina Bigazzi

Il ruolo della psiconcologia nei pazienti affetti da cancro

di valentina bigazzi | 19 dicembre 2015 | pubblicato in
valentina bigazzi

La psiconcologia è la disciplina che si occupa, in maniera specifica, delle variabili psicologiche connesse alla patologia neoplastica e, in generale, a tutte le implicazioni psicosociali dei tumori. La persona che si ammala di tumore sperimenta durante tutto il percorso diagnostico e terapeutico molteplici pensieri ed emozioni.

A seguito della diagnosi, durante la malattia o al termine dei trattamenti possono comparire sentimenti di sconforto, rabbia, angoscia, frustrazione, ansia, paura, dolore, impotenza, senso di solitudine e di diversità. Tali reazioni psicologiche richiedono un continuo lavoro di adattamento, attraverso un processo di elaborazione progressivo, che può risultare, comprensibilmente complesso, doloroso ma anche diverso, a seconda della storia e della struttura psichica della persona malata.

La letteratura psico-oncologica riporta che il 25-30% delle persone colpite da cancro presenta un quadro di sofferenza psicologica, caratterizzata da ansia, depressione e da difficoltà di adattamento, che influenza negativamente la qualità di vita, l’aderenza ai trattamenti medici, la relazione medico-paziente, i tempi di degenza, di recupero e di riabilitazione. Questa sofferenza può chiaramente cronicizzarsi, se non riconosciuta ed affrontata.

La malattia neoplastica, come evento critico e traumatico, non rappresenta però solo un’esperienza di sofferenza fisica e psicologica per l’individuo, ma anche uno status psicosociale in grado di influenzare e modulare, in modo significativo, le relazioni interpersonali del paziente. Numerosi studi in letteratura segnalano come la malattia possa portare ad una trasformazione degli affetti e dei rapporti all’interno della famiglia, così come a riflessi psicologici e/o psicopatologici della malattia in coloro che si prendono cura della persona (caregiver).

La malattia neoplastica impone anche un significativo cambiamento dei processi relazionali di coppia, con particolare riguardo all’intimità. In letteratura si stima che il 15-50% dei pazienti oncologici e dei loro partner possano incorrere in condizioni di distress (stress negativo) ed esaurimento emotivo nel corso della malattia, con un progressivo incremento nelle fasi terminali di malattia.

Il disagio emotivo richiede le stesse attenzioni e cure riservate al disturbo e dolore fisico: chiedere aiuto in un momento di bisogno non rappresenta un segno di debolezza ma una scelta responsabile per la propria salute, per recuperare al meglio equilibrio e forza. L’attivazione di percorsi psiconcologici di prevenzione, cura e riabilitazione, siano essi di supporto o psicoterapeutici, risulta importantissimo, al pari di tutte le altre misure terapeutiche, sia per la persona malata che per la famiglia e caregiver.

La psiconcologia consente di garantire al malato ed ai suoi familiari una migliore qualità di vita ed un’assistenza ottimale, offrendo un percorso di sostegno psicologico, facilitando l’attivazione di risorse personali ed un adattamento quanto più adeguato alla nuova situazione di vita.

Valentina Bigazzi, è psicologa psicoterapeuta ad orientamento gestaltico, specialista in psiconcologia ed esperta in prevenzione e gestione disturbi da stress. Vive e lavora a Roma. 

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