“Oral cancer day”, un mese dedicato alla prevenzione del carcinoma alla bocca. Il ruolo dell’odontoiatra

di oggisalute | 16 maggio 2014 | pubblicato in Attualità,Prevenzione
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Nelle “Raccomandazioni per la promozione della salute orale, la prevenzione delle patologie orali e la terapia odontostomatologica nei pazienti adulti con malattia neoplastica” edite nel gennaio 2014 dal Dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione del Ministero della salute, leggiamo che “in Italia, come nel resto del mondo, l’incidenza dei tumori maligni è in continuo aumento con circa 400.000 nuovi casi nel 2012, rappresentando la seconda causa di morte, dopo le patologie cardiovascolari, e il 30% di tutti i decessi”.

Le evidenze epidemiologiche, inoltre, relative alle patologie tumorali specifiche del cavo orale sono notevoli e confermate nel tempo; secondo un update del 2010, in Italia sono colpiti 18 individui ogni 100.000, con un rapporto tra i sessi di 64 (uomini) a 36 (donne). [OralMed, Palermo; Prof.ssa Campisi]

La carcinogenesi, come ben noto agli odontoiatri, è un processo multifasico caratterizzato da un’alterazione dei meccanismi di regolazione del ciclo cellulare causato da un disequilibrio tra fattori oncogeni e geni oncosoppressori; secondo i modelli istopatologici oggi più accreditati, esiste un continuum tra lesioni potenzialmente maligne e lesioni francamente carcinomatose; questo continuum prevede variazioni di caratteristiche istologiche ma anche cliniche sulla conoscenza delle quali è possibile far leva per la diagnosi precoce e per le metodiche di screening.

[Da Bouquot JE et al. Head & Neck 1997; 13:488-497]

Questa è la considerazione di fondo che ha spinto Andi a promuovere iniziative, quali appunto l’”Oral cancer day“, finalizzate a sensibilizzare insieme i professionisti e i pazienti nel sottoporre e sottoporsi alla somministrazione di manovre diagnostiche semplici, veloci ed economiche, che permettano l’intercettazione precoce e la eventuale diagnosi di patologie che, se diagnosticate tardivamente, impegnano risorse in modo significativamente superiore.

Solo il medico di medicina generale ha un controllo regolare della popolazione superiore a quella che hanno gli odontoiatri, ma ben circa la metà della popolazione italiana afferisce con una certa regolarità agli studi dentistici i quali sono ancora oggi prevalentemente privati. Chi allora, meglio dell’odontoiatra, per vigilare sulla salute orale degli italiani, segnalando, quasi come sentinella del territorio, le patologie passibili di un impatto sociale ed umano molto diverso se approcciate precocemente?

Chi opera nel settore sa bene (grazie anche al lavoro pluridecennale svolto dai centri di secondo e terzo livello, tra i quali merita ricordare quello del Policlinico palermitano diretto dalla professoressa Campisi) che le patologie tumorali del cavo orale hanno un profondo impatto sia in termini di costo umano (invasività ed esiti delle manovre chirurgiche) che in termini sociali (economia sanitaria di scala); ciò stimola tutti a un approccio più oculato e razionale alla problematica.

Di contro, le metodiche meno invasive (ad esempio la citopatologia esfoliativa, metodica minimamente invasiva, utile come procedura di screening nel monitoraggio della Lpmo, lesioni potenzialmente malignanti orali) basate su protocolli diagnostici sperimentati, permettono un risparmio notevole sia in termini economici che, soprattutto, umani.

 

[Dr. Carlo Paderni, OralMed, Palermo]

Appare evidente che il ruolo dell’odontoiatra è centrale e molteplice e si concretizza nella prevenzione primaria e secondaria sia delle patologie francamente maligne che del monitoraggio delle lesioni potenzialmente maligne; e anche nella prevenzione primaria e secondaria delle complicanze, delle terapie dei tumori (ad esempio le mucositi da radio e chemioterapia, la osteonecrosi dei mascellari), ma anche nelle complesse riabilitazioni protesiche post- chirurgiche.

Il servizio sanitario nazionale ha tutto l’interesse che la motivazione, annualmente riformulata, di Andi colga nel segno; oltre, infatti, alla possibilità del reperto occasionale durante l’iniziativa, è proprio l’obiettivo di riformulare la motivazione di tutti i professionisti che spinge Andi a riproporre la stessa. In concreto, le sezioni provinciali organizzeranno uno o più punti in front-office per stimolare i passanti, magari sensibilizzati dalla contemporanea campagna mediatica, ad una visita gratuita da eseguire negli studi dei soci Andi, numerosissimi, che hanno aderito all’iniziativa.

di Francesco Spatafora

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