Prevenzione

I benefici certificati della sigaretta
elettronica: parlano gli esperti

di oggisalute | 11 aprile 2019 | pubblicato in Attualità
sigaretta-elettronica

Sin da quando ha fatto la sua comparsa sul mercato, la sigaretta elettronica ha sempre diviso l’opinione pubblica dal punto di vista della sicurezza; tuttavia la stragrande maggioranza degli studi condotti su persone che fanno un uso costante di questo tipo di prodotto ha portato alla conclusione che, rispetto alla sigaretta tradizionale, cioè quella in cui si brucia il tabacco, i vantaggi sono notevoli. Sono stati compiuti moltissimi studi per verificare l’impatto che l’uso continuativo della sigaretta elettronica può avere sulla salute delle persone, sia nel breve che nel medio periodo, anche perché per motivi piuttosto banali, le analisi e le indagini di lungo periodo non hanno ancora raccolto abbastanza dati da poter essere considerate del tutto attendibili. Incrociando però le informazioni ottenute da altri studi sul glicole, le prospettive sembrano molto promettenti. Cos’è la sigaretta elettronica e come funziona? Cominciamo premettendo che moltissime persone che utilizzano abitualmente la sigaretta elettronica preferiscono chiamarla in altra maniera, cioè “svapo”, a seconda dei modelli, ma il principio di funzionamento non cambia.

Sviluppata come alternativa al fumo di tabacco, che come noto si ottiene bruciandolo, si tratta di un sistema che produce un aerosol contenente una quantità variabile di nicotina, vaporizzata insieme ad una in sospensione di acqua, glicole propilenico, glicerolo e altre sostanze, che principalmente servono per aggiungere un sapore gradevole. Una cartuccia in media contiene tra i 6 e i 24 mg di nicotina, ma si trovano comunemente modelli che vaporizzano una soluzione che non ne contiene e quindi rilasciano soltanto un fumo aromatizzato. Si tratta dello stesso componente usato da anni in teatro e nella musica dal vivo per fare l’effetto nebbia, e che fino ad ora si è rivelato decisamente sicuro. La struttura di una e-cigarette è piuttosto semplice: si tratta di far giungere il liquido per capillarità ad un dispositivo chiamato atomizzatore, che vaporizza la soluzione e permette la sua inalazione. Ciò che fa la differenza rispetto alla sigaretta tradizionale è il fatto che non c’è una combustione, perché il mezzo che contiene i principi attivi ha un punto di evaporazione molto basso e quindi non si ha formazione di catrame, idrocarburi policiclici aromatici ed altri residui tossici. L’atomizzatore che è l’elemento che produce la vaporizzazione è una semplice resistenza elettrica che viene fatta surriscaldare tramite una batteria. Questa resistenza è a contatto con un tamponcino impregnato del liquido da vaporizzare ed è sufficiente tirare per ottenere una boccata di fumo. Le prestazioni dipendono dalle dimensioni della batteria, dal bocchino e dalla tipologia di cartucce. Si va da piccoli esemplari poco più grandi di una sigaretta tradizionale, fino a versioni dalle dimensioni di una batteria o di un vecchio cellulare.

Perché passare alla sigaretta elettronica? Di solito i fumatori scelgono di passare dalla sigaretta classica a quella elettronica nel momento in cui decidono di smettere col vizio del fumo. Molto spesso si inizia quindi con i modelli che simulano la forma della sigaretta di tabacco, perché c’è un fattore psicologico che tende a legare il fumatore al gesto di tenere in mano la sigaretta, molto più che all’effettiva boccata. Quindi, per moltissime persone, la prima scelta obbligata o quasi è quella del modello più classico. Gli studi dimostrano infatti che la sigaretta elettronica con la forma classica è quella maggiormente utilizzata nei periodi di transizione. I vantaggi effettivi si hanno però nel momento in cui si smette di essere fumatori di tipo duale, cioè quelli che alternano la sigaretta tradizionale a quella elettronica e si passa completamente alla versione tecnologica. Se da un lato il costo di accesso al kit iniziale, cioè all’effettiva sigaretta elettronica, è decisamente più elevato rispetto a quello di un singolo pacchetto, il primo elemento di vantaggio risulta proprio essere il costo del mantenimento.

Le singole ricariche contengono l’equivalente di alcuni pacchetti di sigarette, dal punto di vista della nicotina totale, considerando che non ne viene sprecata una parte. Ci si attesta comunque su livelli molto bassi e, nel caso in cui si scelga di passare alle versioni più potenti, si smette di utilizzare le capsule e passare direttamente al liquido, con un ulteriore risparmio sulle singole ricariche. Solitamente chi abbandona la versione piccola della sigaretta elettronica lo fa per il piacere del gesto, e spesso le ricariche scelte hanno un contenuto minimo o anche nullo di nicotina. Un singolo atomizzatore con prestazioni medie ha una durata di parecchie settimane, se non viene ricondizionato; nelle versioni più avanzate sono possibili operazioni di mantenimento molto semplici, ma che ne prolungano la vita. La batteria ricaricabile della sigaretta elettronica ha una durata di parecchi mesi con un uso non eccessivo, e può essere facilmente ordinata. Si possono trovare prodotti per sigarette elettroniche nel negozio online TiSvapo.

A conti fatti le prestazioni risultano essere quindi molto superiori rispetto a quelle del continuo acquisto di prodotti in tabaccheria. Per quanto riguarda invece la scalabilità, nel momento in cui si decide di utilizzare la sigaretta elettronica per smettere di fumare, il procedimento è molto semplice e sicuramente meno traumatico rispetto a quello di dover cambiare marca e gradazione di sigarette, in un tentativo di solito fallimentare di ridurre la dipendenza: è infatti sufficiente prendere ricariche con meno contenuto di nicotina.

Quali sono gli effetti positivi dell’uso della sigaretta elettronica? Il più immediato effetto che si riscontra già dalle prime settimane è un notevole miglioramento delle capacità respiratorie, perché la gola risulta molto meno infiammata e la sensazione fastidiosa di secchezza legata al caldo del fumo e alla presenza di prodotti di combustione sparisce quasi subito. Cala anche rapidamente il senso di oppressione al petto e di irritazione dei bronchi, permettendo di respirare con ritrovata libertà, e di sostenere sforzi più estesi, grazie al recupero rapido del fiato disponibile. La prima conseguenza del fumo “classico”, infatti, è quella di spezzare il fiato, anche in atleti preparati. Dopo questi vantaggi iniziali, quelli successivi e facili da riconoscere sono un immediato calo della produzione di catarro ed espettorati, unita ad un recupero della sensibilità del gusto e del senso dell’olfatto, che sono quelli che maggiormente risentono delle conseguenze del fumo di sigaretta. Di solito chi fa uso di dispositivi elettronici tende a fumare di meno ed impara progressivamente a gestire le quantità delle boccate, man mano che il riflesso condizionato, legato al dover finire una sigaretta intera, si perde. Molti “svapatori” infatti, si limitano ad una singola boccata ogni tanto, il che col tempo incide positivamente sul costo di mantenimento.

Che cosa ne pensa la comunità scientifica della sigaretta elettronica? Le analisi di breve e medio periodo sull’uso della sigaretta elettronica, unite ai dati derivanti dagli studi sul glicole isopropilico, usato anche per gli effetti speciali, sono molto incoraggianti, specie se messi a diretto confronto con quelli devastanti relativi al fumo di sigaretta classica e al consumo di tabacco in generale. I dati hanno portato la comunità scientifica a sviluppare un’opinione tendenzialmente favorevole rispetto alla sigaretta elettronica che, sebbene non venga vista come la soluzione definitiva al problema della dipendenza da nicotina, è sicuramente considerata meglio rispetto a quella a combustione. Oncologi come Umberto Veronesi si sono trovati a difendere la sigaretta elettronica rispetto a quella classica perché hanno valutato che, confrontando gli svantaggi dell’una e dell’altra, si sono trovati a dover constatare che la quantità di sostanze tossiche immesse nell’organismo è enormemente più bassa. Sebbene ci siano studi che mettono in evidenza come alcune delle componenti degli aromi a lungo andare possono risultare irritanti, si tratta di casi abbastanza rari mentre i vantaggi della sigaretta elettronica sono sotto gli occhi di tutti. I dati parlano chiaro: ogni anno in Italia muoiono 40 mila persone di tumore al polmone, per problemi legati all’uso di tabacco, e moltissimi subiscono un calo della salute e malattie legate direttamente o indirettamente al fumo. Nella casistica troviamo cancri al cavo orale, piorrea e problemi dentali gravi, come la perdita e la rottura, oltre ad un’elevata incidenza di casi di ictus e infarto per via delle scorie che finiscono per danneggiare vene e arterie, spesso unite ad altri comportamenti a rischio come alcol e dieta. Da non trascurare è poi la conseguenza secondaria del calo delle prestazioni respiratorie che spinge progressivamente il fumatore ad allontanarsi dallo sport e dall’attività fisica.

(Fonte: Adnkronos)

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