Bollettino Influnet

Si avvicina il picco dell’influenza, a letto 725.000 italiani

di oggisalute | 31 gennaio 2019 | pubblicato in Attualità
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Brusco picco dell’influenza. Solo nella scorsa settimana, il virus ha costretto a letto 725.000 italiani e ben 3,6 milioni da inizio stagione. Ad aggiornare i dati, il bollettino settimanale di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in cui si sottolinea che “ci si avvicina al picco epidemico stagionale”. Nella quarta settimana del 2019, il livello di incidenza, in Italia, è stato pari a circa 12 casi per mille assistiti, soprattutto nella fascia di età pediatrica: sotto i cinque anni, infatti, l’incidenza è passata da 28 casi a 37 casi per mille assistiti nell’ultima settimana. La Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Calabria le Regioni maggiormente colpite.

Giorni e soprattutto notti difficili per le famiglie con bimbi piccoli. Nei giorni della merla, secondo la tradizione popolare i più freddi dell’anno, “circa mezzo milione di bimbi sotto i 6 anni si trova a fare i conti con tosse, raffreddore, mal di gola e mal d’orecchie. E in 70 mila hanno anche la febbre”. A stimarlo per l’Adnkronos Salute è il pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che spiega: “Non si tratta di influenza in questi casi, ma di virus parainfluenzali ‘scatenati’ dalla concomitanza di due fattori: il rientro a scuola dopo le feste e il grande freddo, che ha incoraggiato a stare in ambienti chiusi”.

“In questo modo – continua Farnetani – si favorisce la trasmissione di patogeni come l’adenovirus, il coronavirus o il virus respiratorio sinciziale”. E le cose sono destinate a peggiorare: “Da gennaio a marzo – calcola l’esperto – si ammaleranno 2,9 milioni di bimbi sotto i sei anni. Il primo trimestre dell’anno è il più difficile per i piccoli: nei primi sei anni di vita – ricorda il pediatra – incontrano circa 40 dei 500 agenti infettivi che minacciano la nostra salute”.

Come difendersi, allora? “Ci si ammala stando chiusi in casa, dunque la mia raccomandazione è di portare il bimbo fuori, magari nel periodo centrale della giornata”, raccomanda Farnetani. E ancora, “aprire le finestra almeno per tre quarti d’ora al giorno e arieggiare spesso le stanze. Evitare un’aria troppo secca la notte: mettere l’asciugamano bagnato sui caloriferi, usare gli umidificatori o tenere la finestra socchiusa”.

Quanto ai piccoli afflitti da tosse e raffreddore, “è bene far loro bere molta acqua, che è un ottimo mucolitico naturale. Utili anche le bevande calde, per alleviare i fastidi alla gola. No, invece, ai medicinali presi di propria iniziativa, con l’eccezione del paracetamolo in caso di febbre o dolore. No anche a mettere le gocce nell’orecchio del bimbo senza consultare il pediatra, perché si rischiano danni al timpano. Meglio evitare anche le pompette per l’assorbimento del muco: si rischia di assorbire anche parti di mucosa”, ammonisce il pediatra.

 

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