L'intervista

Evoluzioni chirurgiche per i tumori del retto, l’esperto: “Fatti passi avanti”

di oggisalute | 21 settembre 2018 | pubblicato in Attualità
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Le innovazioni chirurgiche per la cura delle malattie del retto saranno al centro dell’annuale congresso che si svolgerà a Verona il prossimo 16 novembre, nelle sale della Fondazione Cariverona. Nell’arco delle tre sessioni dell’evento scientifico “Treatment of rectal disease: surgical insight”, si alterneranno professionisti provenienti da tutta Italia ed anche dal resto d’Europa, per fare il punto sulle nuove frontiere terapeutiche delle patologie colo-rettali, concentrandosi sulle innovative tecniche chirurgiche mininvasive e sulla delicata fase propedeutica all’intervento.

Responsabile scientifico dell’evento è Giacomo Ruffo, direttore del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale “Sacro Cuore – Don Calabria” di Negrar, nel Veronese. Presidente onorario è, invece, Carlo Augusto Sartori. Per sapere qualcosa di più sui temi caldi del congresso di quest’anno, abbiamo fatto qualche domanda al dottor Ruffo.

Nella prima sessione si parlerà del protocollo Eras, acronimo di Enhanced Recovery After Surgery, può spiegarci meglio di che si tratta?

“Riguarda la gestione perioperatoria del paziente. Con questa procedura, non solo si cerca di mettere il paziente nelle migliori condizioni possibili per superare l’intervento chirurgico, ma si cerca anche di preparare all’intervento, in modo meno invasivo rispetto al passato. Con Eras, il paziente non è più sottoposto a digiuni prolungati prima dell’intervento, né è costretto ad assumere tantissimi liquidi nel post operatorio, adesso basta una terapia antibiotica mirata e una nutrizione preoperatoria”.

Dunque, ciò comporta una migliore qualità della degenza dopo l’intervento?

“Certamente, nel corso del congresso dimostreremo che il paziente nel postoperatorio potrà mangiare, potrà bere liquidi, potrà essere dimesso precocemente, e quindi dopo tre o quattro giorni potrà tornare a casa. Questo prevede, però, una rete di monitoraggio del paziente anche se a domicilio, via telefono, via email e anche con un’applicazione per i dispositivi mobili. Con lo smartphone, il paziente collegandosi a questa app, potrà parlare e interagire con il personale medico-infermieristico, per capire se la degenza va bene. Un monitoraggio continuo in tempo reale”.

Si parlerà anche dei diversi approcci chirurgici, in funzione degli stadi più o meno avanzati del tumore, non è così?

“Sì, di questo ci occuperemo nelle seconda sessione. Affronteremo i diversi trattamenti in base allo stadio della malattia, precoce, intermedio o tardivo. Si parlerà della possibilità di trattare il tumore endoscopicamente e di poter fare una chemioterapia intraoperatoria, ovvero nel corso dell’intervento chirurgico. Presenteremo uno studio in cui verrà eseguita un trattamento intraoperatorio, che consiste nel rilascio di un farmaco chemioterapico all’interno dell’addome, per circa un’ora, al fine di sterilizzare la zona. Questo avviene per i tumori in stadio più avanzato”.

Spazio anche alle nuove tecniche con la Tatme, una delle più innovative nel trattamento del tumore del retto, di che si tratta esattamente?

“È una tecnica che consente l’asportazione del retto per via transanale. È una procedura grazie alla quale abbiamo fatto tanti passi avanti e che, anche in futuro, ci permetterà di approcciare con maggiore tranquillità i casi più difficili del retto, soprattutto per quanto riguarda gli uomini, che di norma hanno un bacino più stretto, e quindi più difficilmente trattabile per via laparoscopica o addominale”.

Per informazioni sul congresso visitare il sito web ufficiale a questo indirizzo . Provider e segreteria organizzativa sono a cura di Biba Group.

 

 

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