La ricerca

Alcol, 3 milioni di morti nel 2016:
non c’è una quantità sicura

di oggisalute | 27 agosto 2018 | pubblicato in Attualità
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“Nel 2016 le vittime attribuite all’alcol sono state 3 milioni. E non c’è una quantità sicura che si possa bere senza rischi”. E’ quanto ha stabilito un nuovo studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington pubblicato su ‘The Lancet’. “I pericoli per la salute associati al consumo di alcolici sono enormi – afferma Emmanuela Gakidou, autore senior della ricerca – Le nostre scoperte, coerenti con altri recenti lavori, hanno trovato correlazioni chiare e convincenti tra il consumo di alcol e le morti premature, il cancro e le patologie cardiovascolari. Solo non consumarlo riduce a zero il rischio. Questo studio frantuma il mito che uno o due bicchieri di vino al giorno facciano bene”.

L’indagine non distingue tra vino, birra e liquori. Tuttavia, la ricerca ha utilizzato i dati di lavori scientifici sui decessi correlati all’alcol e quelli sugli esiti delle patologie legate al consumo. “A livello globale nel 2016 più di 2 miliardi di persone potevano essere definite ‘bevitori’ – sottolinea lo studio – il 63% uomini”. L’analisi ha considerato come ‘consumo medio’ 10 grammi di alcol puro al giorno. Ovvero, un bicchiere piccolo di vino rosso, una lattina di birra, un bicchierino di whisky o di un altro superalcolico.

“C’è bisogno urgente di rivedere le politiche sanitarie sull’alcol e incoraggiare scelte che prevedano di limitare i livelli di consumo”, conclude Gakidou.

“Nel 2016, 8 dei primi 10 Paesi con il più basso tasso di mortalità tra i 15 e i 49 anni attribuibile al consumo di alcol erano in Medio Oriente: Kuwait, Iran, Palestina, Libia, Arabia Saudita, Yemen, Giordania e Siria. Gli altri due erano Maldive e Singapore. Al contrario, sette dei primi 10 paesi con il più alto tasso di mortalità sono nella Regione baltica dell’Europa orientale o nell’Asia centrale: Russia, Ucraina, Lituania, Bielorussia, Mongolia, Lettonia e Kazakistan. Gli altri tre sono il Lesotho, il Burundi e la Repubblica Centrafricana”, evidenzia l’analisi.

Secondo il lavoro, l’acol è correlato alle seguenti malattie: fibrillazione atriale, ictus emorragico, ictus ischemico, cardiopatia ipertensiva, cardiopatia ischemica e cardiomiopatia alcolica, ma anche a diverse tipologie di tumori come seno, colon-retto, fegato, esofago, laringe, labbra e cavità orale e nasale. Fra le conseguenza dell’abuso anche incidenti, incendi, avvelenamenti, lesioni. “Ora capiamo che l’alcol è oggi una delle principali cause di morte nel mondo”, avverte il direttore di ‘The Lancet’, Richard Horton, che aggiunge: “Dobbiamo agire ora, con urgenza, per prevenire questi milioni di decessi e possiamo farlo”.

(Fonte: Adnkronos)

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