La ricerca

Droghe psichedeliche usate
per “curare” la mente

di oggisalute | 4 luglio 2018 | pubblicato in Attualità
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Funghi allucinogeni, Lsd: è probabile che nominandoli, la scienza non sia la prima cosa a venirci in mente. Le droghe psichedeliche vengono associate più facilmente agli hippy e alla controcultura degli anni ’60, che a medici e ricercatori. Ma le cose potrebbero cambiare presto: sono sempre più numerosi gli scienziati al lavoro per capire se queste sostanze, in grado di alterare la mente – e che includono anche mescalina e Dmt – possano avere anche il potenziale per essere curativi per la mente.

E’ infatti in corso una serie di ricerche – ricorda la Bbc news on line – che sembra promuovere queste droghe al livello di vere e proprie terapie contro depressione, dipendenze, disturbo da stress post-traumatico. Spesso laddove altri trattamenti hanno fallito. I ricercatori dell’Imperial College di Londra, ad esempio, sono pronti a confrontare la psilocibina, composto estratto dai funghi ‘magici’, con un antidepressivo ‘classico’, un inibitore selettive della ricattura della serotonina, l’escitalopram, in un ampio studio che dovrebbe durare almeno due anni. Le droghe psichedeliche “hanno un potenziale rivoluzionario, e questa non è un’esagerazione”, afferma Robin Carhart-Harris, che guiderà lo studio.

Più di 50 anni fa queste sostanze attrassero rapidamente l’attenzione della scienza, prima che la ricerca sul campo si fermasse improvvisamente. Durante gli anni ’50 e ’60 le sostanze psichedeliche erano considerate un promettente trattamento per numerosi disturbi mentali, con oltre 1.000 studi in corso. Poi arrivarono l’uso ricreativo e la copertura mediatica che spesso si concentrava sulla presunta degenerazione morale che le droghe avevano indotto, piuttosto che sugli sviluppi nel campo scientifico.

Dall’abbandono delle ricerche, nel 2009 Carhart-Harris è diventato il primo scienziato britannico in oltre 40 anni a studiare le sostanze psichedeliche, iniziando una serie di studi che utilizzavano uno scanner cerebrale per vedere come la psilocibina influenza il cervello. Tra gli altri risultati, si è scoperto che è in grado di ‘resettare’ le persone con depressione non trattabile. Ora la parola ai nuovi studi per saperne di più e, forse, arrivare a ottenere il meglio da questi composti.

(Fonte: Adnkronos)

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