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Nove anni fa moriva Eluana, Cappato: “Oggi l’Italia è più civile”

di oggisalute | 12 febbraio 2018 | pubblicato in Attualità
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“Per la prima volta dopo 9 anni, la ricorrenza della morte di Eluana Englaro può essere celebrata in un Paese che finalmente si è dotato di una legge in grado di impedire, per il futuro, il ripetersi di un simile accanimento fisico e giudiziario, durato quasi vent’anni”. Lo dichiarano Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e segretario dell’associazione Luca Coscioni.

“Il coraggio di Beppino Englaro, che ci onoriamo di annoverare tra i nostri iscritti – evidenziano – ha consentito non soltanto di conquistare il rispetto della volontà di Eluana, ma di farlo nella legalità e ottemperando ai dettami costituzionali. Senza personalità come Englaro e Welby, che hanno fatto da apripista nello smuovere la giurisdizione prima e il Parlamento poi, non saremmo mai arrivati alla legge che finalmente consente sia di interrompere terapie vitali sotto sedazione, sia di garantire il rispetto delle proprie Disposizione anticipate di trattamento. Nove anni dopo Eluana, l’Italia è un Paese un po’ più rispettoso delle volontà delle persone malate, sia di quelle che lottano per vivere sia di quelle che ritengono arrivato il momento di terminare la propria la vita. In una parola, l’Italia è oggi un Paese più civile rispetto a quello dove il Parlamento cercava di imporre, contro la Costituzione, il proseguirsi dell’accanimento sul corpo di Eluana”, concludono.

(Fonte: Adnkronos)

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