Il caso

Ema, Corte Ue riceve ricorsi
dello Stato e del Comune di Milano

di oggisalute | 1 febbraio 2018 | pubblicato in Attualità
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La Corte di giustizia dell’Ue conferma di aver ricevuto i due ricorsi presentati dall’Italia contro l’assegnazione della nuova sede dell’Ema ad Amsterdam, sia quello presentato dal Comune di Milano al Tribunale dell’Ue che quello inviato dall’Avvocatura generale dello Stato alla Corte di giustizia dell’Ue. Si tratta di due ricorsi per annullamento.

La decisione dell’Italia di seguire la via del ricorso “nasce dal lavoro straordinario fatto precedentemente”. Voler andare fino in fondo è “comprensibile”. Ne è convinto Valentino Confalone, General manager di Gilead Italia, che in un’intervista all’AdnKronos Salute offre la sua riflessione sulla mossa tricolore di rimettere in discussione l’esito della partita per il nuovo quartier generale dell’Agenzia europea del farmaco. Epilogo che ha visto Milano beffata al sorteggio con la capitale olandese.

“Per la prima volta – osserva Confalone – credo si sia veramente fatto sistema a tutti i livelli: a livello nazionale, regionale e anche a livello di Farmindustria che ha fatto la sua parte. Quindi capisco la scelta di voler insistere fino in fondo, nella convinzione di aver fatto un dossier molto ben costruito e quindi di voler fino in fondo rappresentarne le ragioni di fronte a una scelta che invece, evidentemente, è stata fatta su un dossier forse incompleto. E’ questo che si vuole andare a verificare. Dopodiché sarà una decisione delle autorità europee quella definitiva”.

Il dibattito si è nuovamente riaperto nel Belpaese dopo le parole del direttore esecutivo dell’Ema, Guido Rasi, in merito ai nodi che complicano il percorso di trasloco dell’Agenzia. L’Italia, secondo Confalone, sarebbe titolata a ospitare l’authority: “Da tanti punti di vista”, spiega. “Innanzitutto l’Italia è a livello europeo, dopo la Germania, il secondo Paese per capacità di produzione industriale in ambito farmaceutico. Ci sono competenze straordinarie in quest’ambito, con aziende italiane e presenza di aziende internazionali, ivi compresi noi in maniera indiretta come Gilead. Quindi indubbiamente, visto il sistema Paese, sarebbe un’ottima scelta da quel punto di vista. Poi entrano in gioco tanti fattori. Speriamo – conclude – che la decisione possa essere rivista favorevolmente”.

(Fonte: Adnkronos)

 

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