Sanità

“Bassa qualità” in molti ospedali
per infarto, cancro al seno e parto

di oggisalute | 29 gennaio 2018 | pubblicato in Attualità
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Ancora troppi ospedali in Italia – dal Nord al Sud – non rispettano gli standard indicati dalla comunità internazionale per garantire la qualità e l’efficacia dell’intervento quando si tratta di infarto, tumore al seno e parto, rimanendo sotto la soglia del numero minimo di prestazioni che garantiscono sicurezza e buona riuscita. E’ il quadro che emerge dai primi risultati del nuovo sistema di monitoraggio dell’assistenza sanitaria del ministero della Salute, presentato questa mattina a Roma dal ministro Beatrice Lorenzin, che punta a sostenere – attraverso una chiara conoscenza dei dati – il miglioramento  dell’assistenza, l’ottimizzazioni degli investimenti e una maggiore razionalizzazione della rete ospedaliera.

Dall’analisi dei dati del 2016 emerge, infatti, che il 48,3% delle strutture che effettuano l’angioplastica coronarica transluminale percutanea non rispetta gli standard, rimanendo al di sotto dei 250 interventi l’anno. Per quanto riguarda il cancro della mammella solo il 16,2% delle strutture che effettuano interventi chirurgici è entro gli standard (con almeno 150 interventi l’anno) mentre sono il 22,4% i punti nascita sotto la soglia standard dei 500 parti l’anno.

Il ministero della Salute, attraverso la direzione della Programmazione, ha già inviato 21 lettere alle Regioni e alle Province Autonome con i numeri del monitoraggio, in cui si chiede di correggere i problemi riscontrati entro 12 mesi. L’obiettivo è “quello di indurre un miglioramento che abbracci tutta l’offerta ospedaliera andando in particolare a rafforzare i poli specializzati su patologie e cure a maggior impatto sociale”.

“Il ministero della Salute – ha spiegato Beatrice Lorenzin – mette a disposizione delle Regioni un nuovo ‘cruscotto di valutazione’ dell’assistenza sanitaria italiana che considera non solo la quantità, ma anche la qualità. Partiamo con alcune patologie, tra le più incisive a livello di mortalità, ma l’obeittivo è estendere il monitoraggio a tutte le aree ospedaliere. Attraverso la misurazione trasparente e condivisa di ciò che avviene nelle strutture sanitarie del Paese, siamo convinti di contribuire ulteriormente a dare forza al percorso virtuoso già intrapreso da anni: sin dall’inizio del mio mandato ho lavorato per poter avere i dati necessarie a una lettura chiara dell’assistenza del Ssn. E oggi disponiamo di strumenti impensabili 5 anni fa”.

Grazie ai dati, ha proseguito il ministro, è possibile “un nuovo modello di governance che orienta le proprie decisioni sulla base delle evidenze che misuriamo e che tende in ultima analisi a valorizzare chi è capace di creare valore per i pazienti”. Nel dettaglio, sulla base ‘Regolamento degli standard ospedalieri’ del 2015 è stato istituito un processo di monitoraggio capillare e di verifica costante sull’efficienza di aziende ospedaliere, aziende ospedaliere universitarie, Irccs, strutture private accreditate.

Il meccanismo di valutazione e le informazioni raccolte consentono di rilevare e valutare le performance delle strutture ospedaliere fino al livello del singolo reparto. I dati sono stati vagliati sulla base di criteri oggettivi validati dalla comunità scientifica, prendendo in considerazione anche le specificità del territorio e della popolazione del bacino di riferimento. A ogni Regione, sono segnalate eventuali anomalie del singolo reparto: sottodimensionamento, target non raggiunti, sovrapposizioni con altre realtà limitrofe, necessità di riconversione. Al tempo stesso è stato indicato l’obiettivo da raggiungere.

“Il Ssn – ha detto direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani – sta vivendo un profondo cambiamento. Da una gestione incentrata sulla spesa storica aggredita ciclicamente dai tagli lineari, si sta arrivando a un nuovo modello di gestione in cui si punta sull’analisi epidemiologica, sull’attento monitoraggio della spesa, sulla programmazione”.

Con tutti gli attori della Sanità, Regioni, aziende ospedaliere, operatori privati, “stiamo cercando di costruire una nuova governance che, anche a parità di risorse disponibili, riesce a ottimizzare gli investimenti determinando un innalzamento dei livelli di assistenza e di cura, all’interno di un quadro di priorità definite con criteri oggettivi. Parallelamente – ha concluso – nasce la precisa scelta strategica del Ministero della Salute di potenziare gli sforzi sul fronte delle malattie cardiovascolari, dei tumori al seno e dei punti nascita”.

(Fonte: Adnkronos)

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