Bologna, presentata nuova risonanza magnetica “hi tech”

di oggisalute | 13 novembre 2017 | pubblicato in Attualità
villalba

È stata presentata alla clinica Villalba di Bologna la nuova risonanza magnetica. Presenti, oltre al presidente del gruppo Villa Maria, Ettore Sansavini, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il nuovo assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi.

La nuova risonanza magnetica digitale a banda larga da 1,5 Tecla ad alto campo, è la ‘macchina del futuro’ che rende un esame spesso lungo e disagevole, un’esperienza completamente diversa. Immagini, luci e colori cercano di mettere il paziente a proprio agio e il tunnel più spazioso da 70 cm evita la sensazione di claustrofobia.

“L’Italia per l’Oms ha un altissimo livello sanitario. Un motivo di grande orgoglio per il nostro Paese – sottolinea Galletti – frutto non solo delle politiche, ma anche della preparazione dei nostri medici. La collaborazione tra pubblico e privato e la capacità di rinnovarsi a livello tecnologico sono parti fondamentali per divenire una eccellenza. Ed è questo il motivo per cui siamo qui oggi. Il progresso tecnologico”. Il neoassessore Barigazzi ha evidenziato che “pubblico e privato nella nostra regione si sfidano sulla qualità e questo fa bene a entrambi”.

Un investimento da circa 1,8 milioni di euro è stato destinato alla nuova risonanza magnetica, che “rende l’esame più confortevole anche per i bambini – ha spiegato Sansavini – perché è possibile proiettare anche immagini come cartoni animati o mettere musica di sottofondo”.

La clinica Villalba di Bologna fa parte del Gvm Care and Research Group, uno dei gruppi sanitari privati più importanti del nostro paese. Presente in Emilia Romagna con 7 strutture, tra cui 4 accreditate con il sistema sanitario nazionale, il gruppo ha consolidato nel 2016 un fatturato di oltre 200 milioni di euro, dando ricovero a 20 mila pazienti ed erogando più di 1 milione di prestazioni ambulatoriali. La nuova Rm è in grado di effettuare esami specialistici cardiologici, neurologici, oncologici, gastroenterologi.

Con il segnale digitalizzato, che trasmette tramite fibre ottiche, si evitano dispersioni e si ottengono quindi immagini di qualità più alta, ‘gold standard’, che significa visualizzare con precisione le alterazioni anche molto piccole. Un importante strumento di diagnosi, ma anche di prevenzione. Per la cardiologia consente di acquisire immagini sull’anatomia e sul funzionamento e sulle specifiche problematiche cardiache. In campo ortopedico, grazie allo studio dei tessuti molli, è possibile scoprire lesioni legamentose, menisco tendinee e cartilaginee e diagnosticare i processi degenerativi di natura infiammatoria come artriti e gonartrosi.

(Fonte: Adnkronos)

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