Lo studio

Anoressia e obesità collegate
a depressione ed ansia

di oggisalute | 20 novembre 2017 | pubblicato in Attualità
anoressia bulimia

Anoressia e obesità legate a doppio filo ad ansia e depressione. Uno studio americano condotto da Karen Miller dell’Harvard Medical School e dall’italiano Graziano Pinna dell’Università dell’Illinois, insieme a colleghi del Massachusetts General Hospital e della Boston University School of Medicine ha messo in luce il legame tra i disordini alimentari, l’ansia e la depressione. Un legame che nasce dai bassi livelli di una molecola: l’allopregnanolone, detto ‘allo’, un metabolita dell’ormone femminile progesterone – ‘chiave’ per la fecondazione – i cui livelli sono risultati ridotti sia nelle donne con anoressia nervosa che nelle obese.

Lo studio, pubblicato su ‘Neurpsychopharmacology’, mostra anche che i livelli ridotti di ‘allo’ sono correlati con la severità dei sintomi di ansia e depressione. “Stiamo iniziando a vedere sempre più prove del fatto che bassi livelli di ‘allo’ sono legati strettamente a depressione, ansia, stress post-traumatico e altri disturbi dell’umore – spiega Pinna – Vedere donne con anoressia nervosa e obesità che presentano bassi livelli di ‘allo’ aggiunge dati al quadro sul suo ruolo, sottostimato nei disordini dell’umore”. La ricerca è stata condotta su 12 donne con anoressia nervosa, 12 dal peso normale e 12 obese, nessuna delle quali aveva ricevuto diagnosi di depressione o ansia.

Ogni donna ha completato questionari e prelievi del sangue. I risultati mostrano come nelle donne affette da anoressia nervosa i livelli di allo fossero del 50% inferiori a quelli delle donne normopeso, mentre per le obese erano inferiori del 60%. Il tutto mentre i livelli di progesterone erano uguali: dunque, a non funzionare sembra essere il processo che trasforma il progesterone. Infine, nelle donne con deficit di allo sono state rilevate forme di ansia e depressione. Secondo i ricercatori lo studio apre la strada a farmaci mirati, ma occorrono ulteriori ricerche per mettere in luce appieno il meccanismo alterato e capire come riequilibrare i livelli di allo.

(Fonte: Adnkronos)

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