Studio Bicocca-Harvard su "Nature"

Scoperto il “pompiere” dell’intestino:
stop alle infiammazioni

di oggisalute | 11 settembre 2017 | pubblicato in Attualità
gastro_intestino

Scoperto il ‘pompiere’ dell’intestino. Grazie all’interferone di tipo III il sistema immunitario riesce a ‘spegnere’ l’infiammazione associata a malattie intestinali come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn, limitando i danni che ne conseguono. È la conclusione di uno studio pubblicato su ‘Nature Immunology’, firmato da Ivan Zanoni (ricercatore) e Francesca Granucci (docente) del Dipartimento di biotecnologie e bioscienze dell’università di Milano-Bicocca, in collaborazione con Achille Broggi, ricercatore della Harvard Medical School americana presso il Boston Children’s Hospital, Divisione di gastroenterologia.

Le malattie infiammatorie dell’intestino – ricordano gli scienziati della Bicocca – si sviluppano quando il sistema immunitario si attiva in modo inappropriato nei confronti del microbiota, l’insieme dei microrganismi che convivono con il nostro organismo senza danneggiarlo, causando infiammazione e danno ai tessuti. Per la prima volta, lo studio ha dimostrato che gli interferoni di classe III modificano direttamente l’attività dei neutrofili, ‘soldati’ fagociti del sistema immunitario che, tra le loro numerose funzioni, svolgono un ruolo chiave nello sviluppo delle malattie infiammatorie intestinali. In modelli animali e cellule umane i ricercatori hanno infatti osservato che, mentre l’assenza o il blocco degli interferoni di tipo III comporta un aumento del processo infiammatorio dell’intestino e del danno tissutale, la loro presenza riduce la produzione di radicali liberi da parte dei neutrofili, contenendo i danni.

“La nostra scoperta apre al possibile utilizzo degli interferoni di tipo III come potenziali agenti terapeutici per curare le malattie infiammatorie dell’intestino”, spiega Zanoni, fra i principali autori del lavoro, che oggi svolge parte della sua ricerca presso la Harvard Medical School.

“Le malattie infiammatorie dell’intestino sono in continuo aumento – sottolinea Zanoni – e solo in Italia affliggono centinaia di migliaia di persone. In passato si era tentato di utilizzare in clinica gli interferoni di tipo I, ma con scarso successo. Il nostro lavoro ha dimostrato invece che quelli di tipo III agiscono in modo molto più selettivo e vanno a ridurre l’attività infiammatoria di specifiche cellule coinvolte nelle malattie infiammatorie intestinali. Ulteriori ricerche sono già iniziate per confermare le proprietà terapeutiche di questi interferoni”.

“Il nostro lavoro – aggiunge Granucci – oltre a un possibile utilizzo terapeutico degli interferoni di tipo III, apre importanti prospettive dal punto di vista della ricerca di base. Abbiamo infatti scoperto un meccanismo unico con cui questa classe di interferoni svolge le proprie funzioni antinfiammatorie. L’identificazione di tutti gli altri componenti molecolari richiesti affinché gli interferoni di tipo III possano svolgere la propria attività è un campo di ricerca molto aperto su cui investiremo energie e risorse nei prossimi anni”.

(Fonte: Adnkronos)

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