Iss: "Basso rischio di diffusione"

Casi di Chikungunya ad Anzio,
sospese donazioni di sangue

di oggisalute | 11 settembre 2017 | pubblicato in Attualità
mano_zanzara_afp

Focolaio di Chikungunya ad Anzio, cittadina in provincia di Roma, dove si sono verificati diversi casi confermati di infezione autoctona dall’inizio di agosto. Per contenere la diffusione di questa malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette, e prevenire la trasmissione attraverso trasfusioni, il Centro nazionale sangue raccomanda di sospendere cautelativamente dalla donazione i residenti nel Comune di Anzio, ma anche in altre aree regionali in caso in cui emergano all’anamnesi dei donatori sintomi riconducibili a quest’infezione.

Per 28 giorni non potranno donare il sangue anche quanti hanno soggiornato, seppur per poche ore, nel Comune di Anzio dal primo agosto, afferma il Cns nella segnalazione inviata alla Struttura di coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Lazio e pubblicata sul sito dell’Avis nazionale.

Ma sul sito dell’Istituto superiore di sanità, avvertono che sarebbe comunque basso il rischio di un ulteriore diffusione del focolaio. “L’Iss e l’Inmi Spallanzani – si legge – hanno identificato tre casi Chikungunya nella zona di Anzio. I pazienti hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto l’insorgenza dei sintomi. Al momento, quindi, l’ipotesi più verosimile è che i casi si siano infettati nell’area di domicilio. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il rischio complessivo di un’ulteriore diffusione è considerato basso a livello regionale e molto basso al livello nazionale ed internazionale”.

“Sono state perciò immediatamente attuate tutte le misure di controllo e di prevenzione, in collaborazione con il Servizio regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive della Regione Lazio e il supporto del ministero della Salute, previste nell’ambito del ‘Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.)'”, evidenzia l’Iss.

Ai fini di contrastare l’epidemia sono state attualmente messe in campo diverse azioni: sorveglianza epidemiologica attiva dei nuovi casi; indagine retrospettiva per identificare i casi che attualmente non è ancora possibile definire; sorveglianza della zanzara tigre per descrivere il vettore presente nell’area e l’entità di tale presenza; sospese le donazioni di sangue nell’area colpita: pertanto, il rischio di infettarsi attraverso la donazione è anch’esso considerato molto basso; misure di disinfestazione per ridurre ulteriormente il rischio di contagio.

(Fonte: Adnkronos)

 

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