Medicine alternative

Gli omeopati a Lorenzin: “Lavoriamo insieme per corsi certificati”

di oggisalute | 5 giugno 2017 | pubblicato in Attualità
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“Un medico che non somministri un antibiotico a un bimbo malato, laddove necessario, è un medico che sbaglia. Ma non si può confondere ‘imperizia’ e ‘medicine complementari’ come fossero sinonimi”. Torna sul caso del piccolo morto di otite ad Ancona Marco Del Prete, presidente dell’Associazione medica italiana di omotossicologia (Amiot), che a nome della categoria lancia un appello in una lettera indirizza al ministro della Salute Beatrice Lorenzin: stringere un’alleanza per stimolare percorsi di formazione certificati nelle università.

L’Amiot, che rappresenta oltre 1.300 medici attivi nell’ambito delle medicine tradizionali, complementari e non convenzionali, “è intensamente impegnata nella formazione dei medici e dei farmacisti: formiamo ogni anno centinaia di professionisti”, sottolinea Del Prete nella missiva. “L’Accordo Stato-Regioni del 2012 – ricorda infatti il presidente della società – prevede per i medici la possibilità di accedere a un percorso di formazione sulle medicine tradizionali, complementari e non Convenzionali, quale quello offerto da Amiot e da altre associazioni qualificate. Ma si tratta di una decisione facoltativa e spontanea del singolo professionista della salute, alla quale non tutti i medici ritengono di aderire”.

Per Del Prete “occorre invece porre attenzione sulla formazione in questi ambiti, anche tramite l’avvio di corsi di formazione certificati di tipo universitario nella cui impalcatura didattica la parola ‘complementarietà’ sia il fil rouge. Le chiedo in tal senso – prosegue dunque il medico rivolgendosi a Lorenzin – la disponibilità a lavorare assieme per strutturare e attivare corsi di specializzazione con programmi e finalità condivisi a livello ministeriale, dove si possano formare colleghi interessati a quello che di nuovo c’è, rivisitando anche criticamente il passato, chiarendo sia i limiti che le potenzialità di questo paradigma medico, talmente diffuso tra la popolazione da non poter essere ignorato, e riconosciuto peraltro da una Direttiva dell’Oms, dalla stessa Fnomceo, come anche dalle Istituzioni europee. Ancor più – aggiunge Del Prete – sono auspicabili protocolli di integrazione che possono dare risultati concreti, specie per la prevenzione delle malattie e per garantire un migliore stato generale di salute, come recenti evidenze sperimentali hanno dimostrato”.

Nella lettera al ministro Lorenzin, Del Prete spiega di vivere “con grande intensità” il “tragico dramma del bambino deceduto ad Ancona per una mancata tempestiva somministrazione delle terapie più adeguate per curare la malattia che lo affliggeva”. Ma alla sofferenza, scrive, si aggiunge “amarezza” per come “in queste ore migliaia di colleghi stimati e premurosi, che svolgono la propria attività professionale con scienza, coscienza, perizia e competenza, e che con consapevolezza prescrivono anche medicinali omeopatici – puntualizza il numero uno dell’Amiot – sono attaccati, insultati e minacciati quasi fossero essi stessi colpevoli di omicidio”.

“Si sta creando una situazione tale per cui – osserva il medico – a essere criticata non è la grave imperizia nella gestione sanitaria di un caso clinico, in questo caso più che giustamente, bensì un indirizzo diagnostico-terapeutico della medicina che, come tutti gli indirizzi diagnostico-terapeutici, ha i suoi vantaggi e anche i suoi limiti”. Quanto in particolare all’omeopativa, “ancorché molti aspetti relativi ai meccanismi di funzionamento di questo paradigma medico debbano ancora essere compresi – ammette Del Prete – negli ultimi 10 anni è stato compiuto uno sforzo immenso per traghettare l’omeopatia da ‘Medicina dell’esperienza clinica’ a ‘Medicina dell’evidenza’”, anche con “lavori e trial clinici pubblicati su riviste internazionali indicizzate”.

Rimarca Del Prete nella missiva al ministro: “Ho molto apprezzato i suoi interventi volti a sottolineare la complementarietà della farmacologia omeopatica con la farmacologia classica”. Ma mentre “questa triste vicenda ha riacceso dibattiti ancora una volta ideologici pro o contro l’omeopatia”, il presidente di Amiot fa notare che “la medicina, la scienza non può essere ideologica” e auspica che “questa tristissima vicenda” possa “essere di stimolo per aiutarci a ridurre le distanze ideologiche e a portarci a un confronto franco e sereno. Perché, come medici, il nostro unico desiderio è la salute e la vita di ognuno dei nostri pazienti”.

(Fonte: Adnkronos)

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