Studio dell'University of Texas

Pressione alta e chili di troppo,
i meno sani sono i primi figli

di oggisalute | 23 gennaio 2017 | pubblicato in Attualità
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Sotto i riflettori fin dal primo vagito, concentrano su di sé le attenzioni di mamma e papà – ma anche di nonni e familiari di ogni grado – senza doverle dividere con nessuno. Su di loro si costruiscono sogni, si investono risorse. Venire al mondo per primi ha in apparenza solo una lunga lista di vantaggi. Tutto è predisposto per accogliere il rampollo di casa: culletta e vestitini nuovi, gadget di ogni tipo. Ma a rovinare il quadretto di una vita rose e fiori ci pensa la scienza. Secondo un nuovo studio dell’University of Texas a Austin, a essere primogeniti si perde in salute: si è i primi eredi anche di una serie di disturbi. Con buona pace di chi arriva dopo.

E infatti, rilevano gli scienziati, oltre all’accoglienza in grande stile alla nascita c’è di più. Le attenzioni ‘particolari’ fanno in fretta a trasformarsi in oppressione e in un carico di stress difficile da portarsi dietro. Un eccesso che si riflette anche in alcuni indicatori di salute: più grassi, pressione alta, chili di troppo. Si scatena, sostengono gli esperti, una sorta di ‘effetto boomerang’ per cui i primi figli diventano preda di condizioni poco sane che possono limitare la loro longevità. La ricerca pubblicata su ‘Economics and Human Biology’, e riportata dal ‘Daily Mail’ online, è una delle più ampie finora condotte: si è basata sulle cartelle cliniche di quasi 400 mila norvegesi e ha coperto circa un quarto di secolo.

Maschio o femmina poco importa: in generale quello che è emerso, “guardando a indicatori come la pressione sanguigna e i trigliceridi, è che i primogeniti sono meno in salute”, spiega l’autrice principale, Sandra Black dell’ateneo del Texas. “Rispetto ai quinti nati – aggiunge – i primi hanno anche una probabilità di essere obesi di circa 5 punti percentuali più alta”. Gli scienziati hanno osservato che sul fronte della pressione alta il più grande gap è tra i primi e i secondi figli, i quali hanno 3 punti percentuali di probabilità in meno di sviluppare ipertensione. Anche se non mancano piccole rivincite: i primogeniti sono in media più alti e hanno una maggiore istruzione e reddito medio. E ancora, “hanno una probabilità di diventare fumatori quotidiani di 13 punti percentuali più bassa”, elenca Black.

Sarà infine una magra consolazione, ma i primi arrivati in famiglia dichiarano più spesso una buona salute mentale. All’altro estremo “i quinti figli che, sebbene abbiano una vita spianata da chi è arrivato prima, hanno meno chance (-9 punti percentuali) di dichiararsi felici”.

(Fonte: Adnkronos)

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