L'esperto: sinergia tra ricerca e applicazioni cliniche

Oltre 1 milione d’italiani con demenza, speranze da ricerca traslazionale

di oggisalute | 30 gennaio 2017 | pubblicato in Attualità
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In Italia oltre un milione di persone è affetto da demenza. Di queste, 600 mila soffrono della malattia di Alzheimer, i cui costi diretti per l’assistenza superano gli 11 miliardi di euro, il 73% a carico delle famiglie. Fra le patologie neurodegenerative che possono causare questo problema, anche il morbo di Parkinson, con i suoi 250 mila casi, la Sclerosi multipla (68 mila) e la Sla, Sclerosi laterale amiotrofica (3.500). Per potenziare la risposta assistenziale, la ‘chiave’ è l’attività di ricerca traslazionale, che rende le scoperte disponibili per i pazienti prima possibile.

“Grazie alle nostre tecnologie avanzate, i risultati dei laboratori scientifici – spiega Edoardo Romoli, direttore sanitario dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) – raggiungono nel più breve tempo possibile i pazienti ricoverati o sotto osservazione ambulatoriale. L’Irccs ha nella ricerca traslazionale uno dei suoi principali punti di forza. L’unione tra la ricerca scientifica e le applicazioni cliniche rappresenta, come evidenziato da studi condotti in tutto il mondo, un grande vantaggio per i pazienti”.

Nell’Istituto neurologico Mediterraneo in provincia di Isernia, dove si fondono ricerca, clinica e formazione, vengono effettuati ogni anno più di 7.500 ricoveri e oltre 300 mila prestazioni ambulatoriali. Quasi duemila gli interventi di neurochirurgia eseguiti nell’arco dei 12 mesi, quaranta dei quali riguardano una tecnica estremante sofisticata: la terapia chirurgica dell’epilessia.

“Il nostro Istituto – aggiunge Romoli – è un centro di riferimento internazionale nel campo dell’epilessia, della chirurgia dei tumori cerebrali e spinali e della neuroriabilitazione. Abbiamo reparti per il trattamento dell’Alzheimer, del Parkinson, della Sclerosi multipla e di tutte le patologie degenerative, tutte in rapido aumento con un carico di sofferenza per il paziente, per la sua famiglia, oltre che per il sistema sanitario nazionale, a volte insostenibile”.

“Per i nostri cinque apparecchi per risonanze magnetiche, un reparto di Medicina mucleare molto attrezzato e laboratori di ricerca e genetica molecolare avanzati – sottolinea – quattro pazienti su 5 provengono da Lazio, Campania e Abruzzo, confermando Neuromed punto di riferimento per la salute del Centro e del Sud Italia. Non a caso, per ridurre le liste di attesa, tutte le attività sono costanti, sabato e domenica compresi, e fino a tarda sera”.

Le malattie che coinvolgono il sistema nervoso, secondo la Società italiana di neurologia, sono le più diffuse nel mondo occidentale, avendo superato per numero di casi quelle cardiovascolari e i tumori. E le cifre continueranno a crescere, soprattutto a causa dell’invecchiamento: l’Italia è il Paese più longevo d’Europa con 13,4 milioni di ‘over 60’, pari al 22% della popolazione. “Se non si interviene con urgenza su scala globale, i problemi neurologici diventeranno una minaccia per la salute pubblica”, è l’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità.

(Fonte: Adnkronos)

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