Il parere della Simit

Meningite, due casi ogni tre giorni:
sta meglio la 14enne ricoverata

di oggisalute | 4 gennaio 2017 | pubblicato in Attualità
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La ragazza di 14 anni originaria di Palestrina ricoverata al policlinico Umberto I di Roma con diagnosi di meningite meningococcica “sta meglio” e “sarà trasferita dalla rianimazione pediatrica al reparto di malattie infettive”. Lo apprende l’Adnkronos Salute da fonti ospedaliere.

La giovane era stata ricoverata nell’ospedale romano il 31 dicembre e già da ieri le sue condizioni erano in via di miglioramento. Sono, invece, ancora in corso gli esami per conoscere il gruppo del meningococco responsabile della patologia.

È lievemente migliorato, ma resta in prognosi riservata e in gravi condizioni, l’uomo di 84 anni di Sulmona, ricoverato dal 28 dicembre scorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale peligno per aver contratto meningite pneumococcica. Lo fa sapere l’Asl 1 della Regione Abruzzo.

Il miglioramento delle condizioni dell’uomo – sottolinea l’azienda sanitaria – riguarda l’aspetto neurologico e il paziente continua a essere assistito nelle funzioni vitali con le modalità previste dai protocolli.

Il tipo di meningite diagnosticata – chiarisce ancora la Asl – non ha nulla a che fare con le altre forme della patologia causate da meningococco, registrate in Toscana e in altre regioni, di natura contagiosa e che richiedono profilassi nei confronti delle persone che vengono a contatto con il malato.

“Per l’anno 2016 al 16 novembre sono stati segnalati 178 casi di malattia sistemica da meningococco che fanno ritenere che la numerosità di casi di meningite meningococcica anche per quest’anno non si discosterà da quella degli ultimi anni. Se tutti i casi dovessero avere risonanza mediatica avremmo statisticamente in un anno la segnalazione di 2 nuovi casi ogni 3 giorni”. È quanto riferisce il primario di malattie infettive del policlinico di Tor Vergata di Roma ed ex presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Massimo Andreoni.

Secondo i dati del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e prevenzione della salute dell’Istituto superiore di sanità aggiornati al 16 novembre 2016 “i casi di malattia sistemica da meningococco in Italia hanno presentato solo un lieve incremento negli anni 2012-2015 (138 nel 2012; 172 nel 2013; 164 nel 2014; 196 nel 2015) – sottolinea Andreoni – con un’incidenza pari a 0,32 casi per 100 mila abitanti (un caso ogni circa 300 mila abitanti) nel 2015”.

“Nella maggior parte delle regioni l’andamento è stato stabile con piccole oscillazioni tranne che in Toscana – osserva l’infettivologo – dove i dati del 2015 e quelli preliminari del 2016 mostrano un aumento di casi di meningite da meningococco soprattutto di tipo C passando da una media di 15 a 40 casi l’anno negli ultimi due anni. L’incidenza della malattia invasiva da meningococco è maggiore nella fascia di età 0-4 anni e in particolare nel primo anno di vita in cui supera i 4 casi per 100 mila abitanti. L’incidenza si mantiene elevata fino ai 15-24 anni e diminuisce sopra i 25″.

“Non si deve abbassare l’attenzione nei confronti di questa malattia – osserva Andreoni – ma non si deve creare allarmismo né dimenticare la validità della vaccinazione efficace nel prevenire o comunque ridurre le manifestazioni della malattia. Per coloro che si vogliono proteggere è importante però che la vaccinazione sia rivolta nei confronti del meningocco C e di quello B visto che entrambi questi batteri circolano in modo endemico nel nostro paese”.

“Infine bisogna ricordare che i casi di meningite batterica in Italia sono circa 1.500 l’anno (1.211 nel 2012; 1.815 nel 2015) poiché numerosi altri batteri possono causare questa malattia (pneumococco, haemophilus influenzae, listeria, streptoccocco B, ecc) – conclude l’infettivologo – e che quindi la meningite da meningococco rappresenta solo una minima parte di questa patologia”.

(Fonte: Adnkronos)

 

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