Maggiori carenze in Lazio

Istituto superiore di sanità:
“Emergenza sangue in 9 regioni”

di oggisalute | 12 gennaio 2017 | pubblicato in Attualità
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“Il maltempo di questi giorni, unito al picco influenzale e ad altri fattori stagionali, ha provocato una grave carenza di sangue in alcune regioni italiane, con oltre 2.600 unità di globuli rossi mancanti negli ospedali”. A dare l’allarme il Centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità, che ha inviato alle Strutture regionali per il coordinamento delle attività trasfusionali l’invito a coordinarsi con le associazioni di donatori per far fronte all’emergenza.

La regione con le maggiori carenze è il Lazio ma, secondo i dati, situazioni critiche si registrano in Abruzzo, Toscana, Campania, Basilicata, Liguria, Umbria, Marche, Lazio e Puglia. “Le cause della carenza sono multifattoriali – spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue – ma sicuramente può aver inciso l’epidemia influenzale che, complice il calo delle vaccinazioni, ha già colpito molte più persone rispetto allo scorso anno e si può ipotizzare che anche il maltempo stia tenendo a casa i donatori”.

La mobilitazione, però, esorta Liumbruno “deve riguardare tutte le regioni, sotto il coordinamento e la programmazione, anche in urgenza, delle Strutture regionali e del Centro nazionale sangue, non solo quelle che hanno carenze. L’autosufficienza per quanto riguarda il sangue, infatti, è sovraziendale e sovraregionale e in questi casi diventa vitale la compensazione coordinata tra regioni”.

La carenza di sangue, sottolineano le associazioni di donatori, “può mettere a rischio l’esecuzione di interventi chirurgici e di terapie per pazienti con malattie come la talassemia che necessitano di continue trasfusioni”. Per questo l’invito rivolto dal Centro a tutti i donatori “è contattare l’associazione di appartenenza o il Servizio trasfusionale di riferimento per programmare una donazione”.

“Le associazioni e federazioni dei donatori di sangue – sottolinea Aldo Ozino Caligaris, portavoce del Coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue – devono intensificare la chiamata dei donatori periodici e associati sulla base di quanto concordato con le Strutture regionali di coordinamento attraverso una programmazione straordinaria per cercare di sopperire alle necessità contingenti. È inoltre fondamentale il coinvolgimento di nuovi volontari che possano garantire in maniera costante la disponibilità di emocomponenti, per assicurare la necessaria terapia trasfusionale ai cittadini che ne hanno bisogno”.

(Fonte: Adnkronos)

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