Ilva, lo studio: “Inquinanti di Taranto
non superiori a Roma”

di oggisalute | 9 dicembre 2016 | pubblicato in Attualità
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“Il quadro complessivo che emerge” dall’indagine sanitaria condotta a seguito dell’inquinamento dell’Ilva “suggerisce per la città di Taranto, per gli inquinanti genotossici aerodispersi analizzati, un carico non superiore a quello di Roma, almeno relativamente alle aree coperte dalle stazioni di campionamento”. È quanto emerge dalla Relazione finale degli ‘Studi di biomonitoraggio e tossicità degli inquinanti presenti nel territorio di Taranto’ compiuta da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

L’obiettivo generale dello studio, si ricorda nel documento, è “la valutazione dell’esposizione di gruppi di popolazione residente in aree della città di Taranto prossime allo stabilimento Ilva a confronto con aree non impattate dalle emissioni dell’Ilva stessa e del possibile impatto sulla salute riproduttiva femminile e su funzioni cognitive in popolazioni pediatriche”. Nel documento si sottolinea che i risultati e le relative implicazioni sui livelli di contaminazione atmosferica nei siti studiati “sono specificamente riferibili ai periodi in cui sono stati effettuati i campionamenti” e “possono non essere rappresentativi per periodi precedenti in cui varie attività antropiche possono avere avuto un impatto diverso”.

Inoltre, gli stessi risultati “non possono ritenersi conclusivi e sono solo rappresentativi dei periodi in cui sono stati effettuati i campionamenti, considerando i limiti intrinseci dello studio in vitro, la bassa numerosità campionaria analizzata e il limite temporale dei rilevamenti ambientali, i risultati dello studio”. In ogni caso “i risultati dei test in vitro di immunotossicità, potenziale proinfiammatorio e genotossicità confermano la presenza di sostanze genotossiche, immunotossiche e con potenziale pro-infiammatorio nel particolato aerodisperso delle aree urbane ma non evidenziano specificità per la città di Taranto rispetto ad un altro sito urbano di riferimento”.

(Fonte: Adnkronos)

 

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