Solo il 30% curato con terapia biologica

Allergologi: “12 mila italiani con asma,
ne soffrono 1.500 bambini”

di oggisalute | 22 dicembre 2016 | pubblicato in Attualità
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In Italia sono 2,6 milioni le persone che soffrono di asma, il 4,5 % della popolazione. Ma di questi, secondo le stime, sono 12 mila gli italiani affetti da asma allergico severo, con una maggiore incidenza nelle donne. Mentre si stima che siano 1.500 i bambini colpiti dalla malattia. I pazienti adulti affetti da asma allergico severo trattati con il farmaco biologico omalizumab sono, invece, circa 4 mila, il 30% del totale. Meno di 500 i bambini. Il 70% della spesa sanitaria per l’asma è assorbito proprio dalle forme severe. Sono i dati emersi in occasione dell’incontro organizzato dall’azienda farmaceutica Novartis oggi a Roma per i dieci anni di utilizzo del farmaco nella terapia biologica contro l’asma allergico grave.

Omalizumab, appartenente alla classe degli anticorpi monoclonali anti-IgE (anti-immunoglobine E) è usato per il trattamento dell’asma allergico grave, patologia complessa caratterizzata dall’iperproduzione di immunoglobuline E in risposta agli allergeni ambientali. Ma “solo dal 2014 le linee guida Gina (Global initiative for Asthma) hanno inserito la possibilità di aggiungere alla precedente terapia un trattamento con anti IgE per i pazienti non controllati al quarto step e quindi considerati pazienti con asma grave – spiega Andrea Matucci, dirigente medico del reparto di immunoallergologia dell’Aou Careggi di Firenze – Prima questo avveniva solo successivamente al fallimento anche della terapia con steroidi orali. Oggi omalizumab viene posizionato prima degli steroidi orali”.

Ma quali sono i vantaggi rispetto alla somministrazione di steroidi orali? “Gli steroidi orali – aggiunge Matucci – hanno il problema degli effetti collaterali: il rischio del diabete, dell’osteoporosi, dell’ipertensione. Omalizumab non produce effetti collaterali perché non c’è interazione con il metabolismo. E’ in grado di ridurre la frequenza e la gravità delle riacutizzazioni dell’asma, migliorando anche i sintomi respiratori dei pazienti e la loro qualità della vita. Inoltre può modulare gli eventi strutturali relativi al rimodellamento della parete bronchiale con effetti positivi sulla storia naturale dell’asma. Il futuro del trattamento delle forme gravi di asma è affidato alle terapie biologiche che permettono di ottenere una migliore gestione della malattia e una medicina personalizzata”.

“Omalizumab è il farmaco che ha aperto la strada alla terapia biologica per l’asma allergico grave – spiega Girolamo Pelaia, professore di malattie dell’apparato respiratorio e direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio dell’Università, magna Grecia di Catanzaro – Dieci anni di impiego hanno dimostrato che questo farmaco è caratterizzato da un ottimo pattern di tollerabilità e soprattutto da un solido profilo di efficacia anche in ambito pediatrico. I vantaggi consistenti e clinicamente significativi per la qualità di vita dei pazienti pongono il farmaco biologico al centro della scelta terapeutica per coloro che non rispondono ai trattamenti tradizionali”.

Con un ruolo ancora più importante nella terapia pediatrica: “Pur esplicando la sua efficacia terapeutica per tutte le fasce d’età – aggiunge Pelaia – questo farmaco ha un’efficacia ancora maggiore negli adolescenti e nei bambini. In particolare durante l’infanzia il trattamento consente di ridurre fino ad annullare, pressoché completamente, i picchi stagionali delle riacutizzazioni dell’asma grave, che si verificano soprattutto in primavera per effetto della pollinazione. Proprio grazie alla loro giovanissima età i bambini potrebbero” beneficiare di più “della potenziale azione anti-rimodellante sulle vie aeree”.

“Ma i pazienti trattati con omalizumab sono ancora pochi – spiegano gli esperti – . Dei 300 milioni di persone al mondo colpiti da asma, il 5% è colpito da forma grave. E ad oggi solo 100 mila persone sono trattate con il farmaco: ancora poche se si considera il numero potenziale dei soggetti affetti da asma severo. E’ necessaria una sensibilizzazione della classe medica nei confronti dei farmaci biologici per garantire un maggiore accesso al farmaco, efficace per ogni fascia d’età”.

(Fonte: Adnkronos)

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