Si celebra la Giornata mondiale dell'Infermiere

L’infermiere, professione divisa tra
riforme sanitarie e cura del cittadino

di emanuele ricciardi | 5 maggio 2016 | pubblicato in Attualità
infermiere

Il 12 maggio del 1820 nasceva a Firenze quella che è ritenuta da molti la fondatrice della professione infermieristica moderna ossia Florence Nightingale; l’International Council of Nurses (una Federazione di più di 130 Associazioni nazionali infermieristiche, che rappresentano più di 13 milioni di infermieri nel mondo) cogliendo l’occasione di questa ricorrenza, celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’infermiere.

Già dagli anni Sessanta in Italia la Consociazione (Caioss), le Associazioni infermieristiche e qualche Collegio provinciale celebravano questa giornata, ma è negli anni Ottanta che la Federazione nazionale Ipasvi decide di sostenere in prima persona l’iniziativa, con l’intento di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui valori di cui è portatrice la professione infermieristica: “Una professione che trova il suo significato più originale e autentico nel servizio all’uomo”. Dal 1992, poi, l’Ipasvi sostiene tale giornata anche con la diffusione di manifesti che sottolineano l’impegno degli infermieri italiani sui temi della solidarietà e dell’alleanza con i pazienti e le loro famiglie. Gli slogan proposti in oltre un decennio ribadiscono tutti la scelta di stare “dalla parte del cittadino” (fonte Ipasvi).

Il tema proposto dal collegio quest’anno è “L’infermieristica nella sanità che cambia, come rafforzare l’identità professionale a garanzia della qualità e della cura del cittadino”

Mai tema, forse, è stato più azzeccato; già perché, è cosa risaputa ormai, dal 2015 con il si al taglio di 2,3 miliardi di euro alla sanità si poneva la necessità di procurare dei cambiamenti al sistema sanitario, per cui, i numerosi sprechi del passato elargiti in tutti i settori quali la diagnostica per immagini, di laboratorio e soprattutto i tanto famigerati ricoveri impropri o lungo degenze non motivate devono lasciare il posto al rigore economico.

Senza voler entrare nel merito della questione puramente economica è opportuno sottolineare come la figura dell’infermiere, ora più che mai, può tornare utile alla causa divenendo il perno centrale dell’assistenza domiciliare garantendo le cure al cittadino con il vantaggio per l’ammalato di godere della serenità e del conforto dato dal proprio ambiente domestico e determinando un grosso risparmio sulla spesa sanitaria diminuendo sensibilmente i tempi ed i costi della degenza ospedaliera.

Altra riforma importante arriva nell’ambito della medicina di base infatti, è notizia di poche settimane fa, il Comitato di settore Regioni sanità, del quale fa parte anche il governo, ha approvato l’atto di indirizzo per il rinnovo delle convenzioni di medicina generale; tra le novità di maggior rilievo  quella di assicurare agli assistiti la disponibilità del medico per 16 ore al giorno e sette giorni su sette con lo scopo di andare a coprire quelle fasce orarie del mattino o del primo pomeriggio, oggi meno coperte, nella quale si generano intasamenti nei pronto soccorsi a discapito di chi ha una vera emergenza e, non di minore importanza, promuovere la nascita di nuovi maxi-ambulatori dove è possibile fare prime analisi cliniche, accertamenti diagnostici meno complessi e piccola chirurgia ambulatoriale con specialisti e, ancora una volta, infermieri.

L’assistenza infermieristica quindi, diviene parte attiva nel riassetto economico-organizzativo di un sistema sanitario nazionale che cambia rafforzando la figura degli infermieri; c’è una frase di  Florence Nightingale che meglio riassume l’importanza della professione infermieristica che, in questo giorno commemorativo, non potevo non citare: “L’assistenza infermieristica è un’arte; e se deve essere realizzata come un’arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore; con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. È una delle Belle Arti. Anzi, la più bella delle Arti Belle”.

 

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