Il Bambino Gesù diventa centro di formazione dell’American Heart

di oggisalute | 22 gennaio 2015 | pubblicato in Attualità
bambino gesù

Nuovo riconoscimento internazionale per il Bambino Gesù, che ha ottenuto l’accreditamento dell’American Heart Association (AHA), la principale e più antica Società Scientifica americana che opera nella prevenzione e nel controllo delle malattie cardiovascolari. L’Ospedale Pediatrico della Santa Sede diventa così Centro di Formazione Internazionale dell’istituzione statunitense che ancora svolge un ruolo chiave, a livello mondiale, nella riduzione delle morti causate per arresto cardiaco e nella formazione per la rianimazione cardiopolmonare di base e avanzata, a beneficio sia dei bambini che degli adulti.

Nel mondo gli International Training Center dell’AHA sono 22, tra cui soprattutto Società Scientifiche. Il Bambino Gesù è il primo Ospedale Pediatrico in Italia ad entrare nella rete di Formazione della società americana. Nei giorni scorsi, presso la sede del Gianicolo si è svolta la cerimonia di consegna dell’attestato  da parte del presidente AHA, Elliott Antman  (Professore di Medicina presso la Harvard Medical School) e del direttore  territoriale AHA per Europa e Africa, Glenn Van Houten.

Grazie a questo accreditamento, l’offerta formativa dell’Ospedale Bambino Gesù – già molto intensa nell’ambito della rianimazione pediatrica  –  si arricchirà  nei prossimi  due anni dei nuovi corsi BLS (Basic  Life  Support) con certificazione AHA, dedicati  a chi assiste  i pazienti  pediatrici,  i loro accompagnatori e i pazienti maggiorenni (in particolare  malati cronici) che frequentano  l’Ospedale.

«La diffusione dei corsi BLS – afferma Corrado Cecchetti, responsabile dell’Area Rossa dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – è la base per formare gli operatori sanitari e i laici alla gestione dell’arresto cardiaco. Infatti, il fattore tempo e la qualità della rianimazione cardiopolmonare sono gli elementi su cui maggiormente si deve intervenire per aumentare la sopravvivenza e migliorare la prognosi. In un paziente in arresto cardiaco,senza formazione di tipo BLS la probabilità di sopravvivenza diminuisce del 6 – 10 % per ogni minuto che passa, arrivando a percentuali prossime allo zero dopo 10 minuti. Tramite le procedure BLS, invece, la sopravvivenza aumenta grazie ad un calo più contenuto: 3-4% al minuto, con possibilità di attendere più a lungo l’arrivo dei soccorsi».

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