Fenomeno diffuso tra adolescenti e giovani adulti

Disturbi alimentari maschili,
come riconoscerli e curarli

di federica di martino | 9 dicembre 2014 | pubblicato in Attualità
Man eating a piece of carrot

I disturbi alimentari sono spesso stimati unicamente ad appannaggio del mondo femminile, mentre viene invece poco considerata l’incidenza nella popolazione maschile. Secondo Epicentro (il portale dell’epidemiologia per la Sanità Pubblica), i dati riportati dall’American Psychiatric Association (Apa) fanno riferimento ad una prevalenza nelle donne e negli uomini che si attesta tra 1:6 e 1:10. Nella popolazione adolescente, tra il 19 e il 30 per cento degli anoressici sono maschi.

Ciò rende conto di un fenomeno in evidente diffusione, a cui fa da contraltare tuttavia una scarna teorizzazione rispetto alla popolazione maschile. Cercheremo oggi di rispondere alle domande più frequenti per permettere un quadro più chiaro, all’interno di un disturbo costellato di dubbi e incertezze.

Quando si riscontra l’esordio? Generalmente negli uomini è più frequente negli adolescenti e giovani adulti, in una fascia d’età dunque in cui il corpo è maggiormente soggetto a modificazione legate allo sviluppo, nonché al raggiungimento di una piena maturità sessuale.

Quali le categorie più frequenti? Maggiormente identificati attraverso l’anoressia e la bulimia, i disturbi alimentari si ampliano tuttavia in numerose categorie. Quelle maggiormente riscontrabili nella popolazione maschile sono l’obesità infantile e i disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificato, che nasce come contenitore delle forme residuali di disturbo. Esso è spesso associato in comorbidità con altre patologie psichiatriche, quindi ancora più difficlmente individuabili.

Perché gli uomini sviluppano questo tipo di disturbi? E quali gli uomini che ne sono maggiormente colpiti? Le cause principali sono numerose e legate evidentemente alla sfera emotiva ed affettiva del soggetto. Il corpo, anche per l’uomo, rappresenta un canale privilegiato attraverso cui rappresentare inconsciamente il proprio disagio, soprattutto al mondo esterno. In questo un ruolo rilevante viene assunto anche dalle pressioni mediatiche e sociali, attraverso l’adeguamento ad immagini di bellezza e perfezione corporea irraggiungibili.

Quali sono le caratteristiche principali negli uomini affetti da queste patologie? La peculiarità è generalmente insita nella evidente preoccupazione per l’attività fisica. Un’attenzione spasmodica verso un’attività fisica, soprattutto se di tipo agonistico, può condurre il soggetto verso una identità unidimensionale, laddove la calibratura del proprio valore si fondi esclusivamente sulla muscolarità, escludendo un mondo di affetti e stati emotivi considerati di poca importanza. L’iperattività fisica è inoltre da considerarsi una condotta di eliminazione al pari del vomito per le donne. Nei casi di obesità la caratteristica fondamentale è quella di un’assunzione incontrollata di cibo, che poco risente di gusti personali nonché di orari adeguati per la consumazione di alimenti. Incorporare il cibo rappresenta per il soggetto la possibilità di introiettare appagamenti e soddisfacimenti che nella relazione con gli altri non possono essere vissuti. Altri segnali utili sono legati ad un repentino ed evidente cambiamento umorale, accompagnato a disinteresse verso l’attività sessuale.

Cosa fare? Fondamentale risulta l’aspetto preventivo, spiegando al soggetto che i disturbi alimentari sono diffusi anche nella popolazione maschile. Ciò permetterà una maggiore consapevolezza della malattia, indispensabile per un progetto di sostegno. Curare i disturbi alimentari è possibile, ma per fare ciò è necessario individuarli e riconoscerli, prima che essi sfociano in patologie più serie e gravose.

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