Segnalato secondo contagio in Texas

Allarme Ebola, riunione straordinaria dei ministri europei a Bruxelles

di oggisalute | 15 ottobre 2014 | pubblicato in Attualità
ebola

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in qualità di presidente di turno nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e il commissario europeo alla Salute pubblica Tonio Borg hanno inviato una lettera a firma congiunta ai Ministri della salute degli Stati Membri Ue per convocare, il 16 ottobre a Bruxelles, una riunione straordinaria del Consiglio.

Obiettivo dell’incontro è fare il punto sull’epidemia di Ebola e, in particolare, discutere delle procedure di controllo negli aeroporti di ingresso sul territorio dell’Ue con voli diretti provenienti dalle aree affette dal virus. Lo scopo è di incrementare ulteriormente la capacità di risposta all’epidemia in corso e ridurre ulteriormente il rischio di diffusione  in Europa.

La convocazione dell’incontro fa seguito a quanto già discusso durante la riunione informale dei ministri della Salute degli Stati Membri che, sotto la presidenza del Ministro Lorenzin, si è tenuta a Milano lo scorso 22 e 23 settembre.

L’attuale epidemia in Africa occidentale è causata da “Zaire ebola” virus. È la prima che interessi l’Africa dell’Ovest, la più estesa epidemia di Ebola mai registrata, per numero di casi e diffusione geografica, e la più difficile in termini di gestione/controllo. Per la prima volta, inoltre, l’epidemia ha coinvolto le grandi città, richiedendo, per controllarla, uno sforzo di cooperazione che alcuni Stati, Italia compresa, stanno mettendo in atto.

Nelle aree colpite si prevede che il tasso di nuovi casi continuerà ad aumentare nelle prossime settimane, forse mesi. L’Oms stima che per poter arrivare ad un controllo dell’attuale epidemia saranno necessari almeno 6-9 mesi, durante i quali dovranno essere messi in campo interventi forti e coordinati. Non vi sono casi in Italia. Il Ministero ha diramato all’inizio di ottobre un protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale.

Cresce l’allerta, intanto, negli Stati Uniti dove è stato registrato il secondo contagio in Texas. Ad essere colpito dal virus è un aiuto-infermiere che era entrato in contatto con il “paziente zero” morto la settimana scorsa.

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