Pericolo maggiore per contadini, muratori e pescatori

Anni di abbronzatura senza protezione?
Occhio alla cheratosi attinica

di oggisalute | 22 luglio 2014 | pubblicato in Prevenzione
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L’estate entra nel vivo e i dermatologi rinnovano l’invito a non sottovalutare i possibili rischi per la pelle associati all’esposizione al sole. L’attenzione quest’anno non è rivolta solo al melanoma, ma anche a patologie meno conosciute come la cheratosi attinica, una lesione tumorale della pelle causata dall’esposizione ripetuta negli anni e non protetta ai raggi ultravioletti del sole, che colpisce milioni di persone in Italia e nel mondo. Secondo alcune stime, circa il 60% della popolazione generale sopra i 40 anni di età con una storia di prolungata esposizione al sole ha sviluppato almeno una lesione da cheratosi attinica e la prevalenza è in costante aumento. Colpisce circa l’1,4% della popolazione italiana sopra i 45 anni, il 3% dopo i 74.

I fattori di rischio.
Velisti e agricoltori, tennisti e sciatori, marinai, pescatori e muratori, ma anche chi semplicemente passa molto tempo al sole, rappresentano le categorie a maggior rischio di cheratosi attinica, a causa appunto della frequente e continuativa esposizione ai raggi solari. L’età è un fattore di rischio importante: dopo i 50-60 anni i casi aumentano progressivamente. Anche il tipo di pelle influenza il rischio di avere cheratosi attinica, con una maggiore probabilità per chi ha la pelle più chiara e tende più spesso a scottarsi al sole.

Carcinoma scquamocellulare, in Italia è il tumore più diffuso.
Ma con l’estate siamo tutti sotto il tiro dei raggi Uv il cui effetto, cumulandosi negli anni, può causare queste lesioni della pelle che, se trascurate, possono evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo (Scc), il più frequente tumore della pelle non-melanoma. Secondo i dati italiani Airtum (Associazione italiana registro tumori) i tumori della pelle non-melanoma sono le neoplasie più frequenti; in Europa la loro incidenza è di 113-146 casi ogni 100.000 abitanti.

“La cheratosi attinica si può considerare una forma di carcinoma allo stadio iniziale o “in situ”, caratterizzata da lesioni che possono evolvere in carcinoma squamoso invasivo“, afferma Giovanni Pellacani, professore ordinario di Dermatologia e direttore della Clinica dermatologica, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Le cheratosi attiniche non vanno mai sottovalutate. L’osservazione diretta della pelle aiuta a riconoscere le lesioni a rischio di degenerazione.

Come effettuare l’auto diagnosi.
Per favorire la diagnosi tempestiva vengono suggerite 7 regole, da tenere presenti non solo nel corso dell’estate ma in qualsiasi periodo dell’anno. La regola fondamentale, valida per tutte le patologie cutanee, è tenere sempre d’occhio la pelle specie se ci si espone o ci si è esposti con frequenza al sole. Non trascurare nessuna variazione della cute e osservare con attenzione ogni lesione sospetta. Il modo più efficace per farlo è l’autoesame della pelle da eseguire con l’ausilio di uno specchio e di una buona illuminazione. Volto, cuoio capelluto, collo, torace, mani e avambracci gambe  sono le zone più coinvolte da osservare con attenzione. Le macchie che possono rappresentare un campanello di allarme per la cheratosi attinica sono quelle che appaiono rugose al tatto, quelle squamose o con crosta, quelle di colore rosa, rosso o marrone. È fondamentale rivolgersi al dermatologo in caso di lesioni sospette.

Un nuovo farmaco topico.
Infatti, la diagnosi tempestiva permette di instaurare un’adeguata terapia che oggi può avvalersi di diverse opzioni: la strategia ottimale consiste nel curare non solo la lesione, ma anche la cute fotodanneggiata circostante, il cosiddetto campo di cancerizzazione, per prevenire la comparsa di nuove lesioni sulla stessa area cutanea o la recidiva di quelle già trattate. Infine, non vanno mai dimenticate le precauzioni indicate per proteggere la pelle dal sole, come l’uso di creme con alto fattore di protezione. Da poche settimane è disponibile anche in Italia un nuovo farmaco in gel, a base di ingenolo mebutato, un prodotto innovativo, attivo sia sulle singole cheratosi attiniche che sul campo di cancerizzazione.

“L’ingenolo mebutato è un prodotto attivo sulle cheratosi attiniche e sul campo di cancerizzazione in grado di agire efficacemente e rapidamente e richiede solo 2-3 giorni di applicazione – osserva il professor Pellacani – I principali vantaggi di questo gel consistono nella breve durata della terapia, nell’efficacia anche a lungo termine, sia sulle lesioni che sul “campo”; tale efficacia si associa all’altissima aderenza e alla facile gestione delle reazioni locali”.

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