Cannabis, rimedio contro l’ansia
In Italia la prescriveranno i medici di base

di oggisalute | 10 marzo 2014 | pubblicato in Attualità,Curarsi naturalmente
marijuana

Sei ansioso? Fatti una canna. Beh, il consiglio non va certo preso alla lettera, la marijuana è e resta una sostanza stupefacente, eppure la scienza comincia a riconoscervi anche degli effetti positivi, in particolare per combattere l’ansia, il male del Ventunesimo secolo, senz’altro figlio indesiderato dei ritmi e stili di vita sempre più innaturali che conduciamo. Il rimedio pare non esistere, gli psicofarmaci non fanno altro che sedare il sistema nervoso, senza però guarire davvero.

La speranza però arriva proprio dalla cannabis. Un gruppo internazionale di ricercatori giapponesi, ungheresi e indiani, guidati dai professori della Vanderbilt University, sostengono che i nostri recettori dei cannabinoidi (situati nel nucleo dell’amigdala), ovvero i principali principi attivi della marijuana, spingono alcune aree del cervello a regolare l’ansia e la risposta allo stress (flight-or-fight response). Inoltre, pare che le cellule nervose prodotte da quest’area cerebrale possano rilasciare naturalmente degli endocannabinoidi.

La ricerca, riportata sulla rivista Neuron darebbe quindi ragione a molti fumatori di marijuana, che sostengono di assumerla per ridurre gli stati d’ansia. Secondo Sachin Patel, professore di Psichiatria e di Fisiologia molecolare e biofisica che ha guidato il gruppo di ricerca, “lo studio potrebbe essere molto importante per capire come la cannabis esercita i suoi effetti comportamentali“.

Il sistema endocannabinoide di cui la natura ci ha dotato è, a quanto pare, un regolatore naturale dell’ansia e dello stress che coinvolge il neurotrasmettitore glutammato. Lo stress, come pure un grave trauma emotivo, avrebbero la capacità di ridurre la produzione di endocannabinoidi e contemporaneamente la reattività dei sensori che comunicano con il neurotrasmettitore. In presenza di stress, quindi, si potrebbe ricorrere all’aiuto esterno di cannabinoidi esogeni derivati dalla marijuana, ma attenzione. Sì, perché l’uso abituale e continuativo potrebbe sostituirsi al sistema endocannabinoide, inibendolo in quanto superfluo, rendendo l’individuo di fatto dipendente da questa sostanza: un circolo vizioso che porterebbe anche all’assuefazione, con la necessità di un aumento progressivo delle dosi. Non dimentichiamo, del resto, che stiamo pur sempre parlando di una droga!

I ricercatori si sono serviti di raffinate apparecchiature di microscopia elettronica che hanno permesso di visualizzare sia le singole sinapsi sia gli spazi fra le cellule nervose. “Sappiamo dove sono i recettori, sappiamo qual è la loro funzione, sappiamo come questi neuroni rendono i propri cannabinoidi – dicono – Tutto ciò potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della comunicazione cellulare nell’amigdala“.

In alcuni Paesi la marijuana è già stata legalizzata, quantomeno come farmaco. In Italia potremmo essere su questa strada. In Abruzzo, infatti, è stata promulgata lo scorso 4 gennaio una legge secondo la quale potrebbero essere anche i medici di famiglia a prescrivere farmaci galenici a base di cannabinoidi, pur in base a un piano terapeutico di un medico specialista. La notizia è che la legge non è stata impugnata dal Governo. La legge, che prende il nome dal suo autore, il consigliere regionale di Prc Maurizio Acerbo, prevede anche che la Giunta regionale possa stabilire convezioni con centri specializzati a produrre e preparare dei farmaci. “Affidare anche ai medici di base la prescrizione dei cannabinoidi per le cure terapeutiche è una scelta strategica”, afferma Acerbo, come pure, aggiunge, “la possibilità di trattamento anche domiciliare“.

Commenti

  1. meditamed scrive:

    Quello della legalizzazione delle droghe (leggere e non) è un campo in cui questioni di salute pubblica e questioni culturali si sovrappongono in modo complesso. Io penso che legalizzare la cannabis solo a scopo terapeutico e sotto prescrizione medica sia il compromesso ideale, altrimenti ci si troverebbe di fronte a non pochi problemi di salute pubblica da fronteggiare improvvisamente.

  2. ale scrive:

    io ho sofferto di ansia per molti anni, da quando ero piccolo (circa 8/9 anni)e all’età di 25 anni ho deciso di iniziare a fumare marijuana perchè mi riduceva di gran lunga l’ansia…sono un uomo nuovo grazie alla marijuana…purtroppo però non mi piace vivere come un clandestino e fumare di nascosto…spero di andarmene da questo paese di incivili

    • oggisalute scrive:

      Salve, il problema di ogni droga (e dentro ci metto anche quelle legalizzate, come l’alcol e il tabacco) è che possono dare effetti benefici momentanei ma creano anche una forma di dipendenza e assuefazione, richiedendo dosi sempre più elevate per poter ottenere quel livello di benessere richiesto. Per questo vanno sempre assunte sotto prescrizione e osservazione medica, altrimenti si entra nel tunnel della dipendenza e uscirne diventa sempre più difficile.

      • miki scrive:

        si signori ma volete capire che anche i farmaci quali xanax , zoloft, cymbalta efexor, minias, seuropin etc etc ,provocano dipendenza e svariati effetti collaterali? leggete il bugiardino poi ne riparliamo, cordiali saluti. da un uomo costretto a vivere nell’ illegalita’ per colpa delle leggi .( INVECE L’ALCOOL FA MOOLTO BENE)…

    • miki scrive:

      ciao ale come ti capisco nn ce la faccio piu’ a nascondermi anch’ io e’ una vergogna che uno debba imbottirsi di xanax o en perche’ non si puo’ fumare liberamente, io mi faccio le paranoie quando sono al lavoro che le persone mi vedano che ho fumato allora l’ unica e’ doversi prendere i farmaci perche’ quelli si quelli vanno bene, io non posso andarmene spero che prima o poi la depenalizzino, perche’ poi dicono eh ma ti metti alla guida dell’ auto sotto effetto di cannabis sei un delinquente , ma se fai lo stesso sotto effetto di xanax en o altre sostanze allora va bene che paese bigotto sono loro che nn ci vogliono curare, un abbraccio e se ti va scrivi che ne parliamo.

      • Federico scrive:

        Se ti metti alla guida sotto l’effetto di un ansiolitico sei comunque passibile di ritiro della patente.
        E sarebbe anche giusto così… Il problema è che cominciamo a stare davvero tutti troppo male. E quando i livelli di ansia sono troppo alti, sarebbe meglio nella pratica condurre un veicolo più tranquilli sotto effetto di un ansiolitico, che in preda al panico che davvero diverrebbe pericoloso.

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