I dati presentati al Congresso dedicato all'invecchiamento ''attivo'' a Brescia

Donne più longeve ma con peggiore qualità della vita

di oggisalute | 13 settembre 2012 | pubblicato in Attualità
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Sebbene le donne ancora oggi vantino oltre 5 anni in media di vita in più degli uomini, continuano comunque a manifestare uno svantaggio in termini di qualità di vita. Nell’ultimo decennio anche la speranza di vita di una persona a 65 anni è aumentata di oltre un biennio, con un guadagno di oltre un anno e mezzo anche in termini di vita in buona salute.

Sono questi alcuni dati presentati in occasione del Congresso dedicato all’invecchiamento ”attivo” che riunisce in questi giorni a Brescia la rete dei ricercatori AFaR (Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca) nel corso della relazione presentata da Viviana Egidi dell’Università La Sapienza di Roma.

Le donne sono più colpite da malattie non letali come l’artrosi o l’osteoporosi rispetto agli uomini che sono invece penalizzati da malattie ad alta mortalità. Non solo: le donne hanno anche una capacità di prevenzione maggiore che consente loro di essere più tempestive nell’intervento sulla malattia. Molte delle misure utilizzate nelle indagini dell’ultimo decennio fanno inoltre riferimento alle auto percezioni sulle proprie condizioni di salute che portano le donne ad una considerazione del proprio stato di salute peggiore di quello degli uomini. I risultati presentati sono stati estrapolati da fonti nazionali e internazionali, indagini prodotte in questi ultimi dieci anni.

Ottima la posizione dell’Italia a livello europeo per quanto riguarda la speranza di vita: al terzo posto dopo Francia e Spagna, mentre per quanto riguarda la speranza di vita in buone condizioni di salute ai primi posti troviamo Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi, laddove l’Italia invece scende al 10mo posto della graduatoria.

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