I genitori potranno sapere già dalla fine del primo trimestre se il feto ha dei difetti

Un semplice prelievo di sangue sostituirà l’amniocentesi

di oggisalute | 7 luglio 2012 | pubblicato in Ricerca
hands of the doctor with syringe, pregnancy, control blood in a laboratory

Una semplice analisi del sangue potrebbe presto sostituire un test invasivo come l’amniocentesi per le diagnosi prenatali. Come si legge sulla rivista ”Nature”, gli scienziati della Stanford University hanno mostrato che un semplice test ematico potrà individuare quelle eventuali mutazioni del feto che sono alla base di circa 3 mila disordini ereditari, come la fibrosi cistica. Inoltre, con la nuova procedura non sarà più necessario il Dna del padre.

Con il test genetico prenatale, i genitori potranno sapere già dalla fine del primo trimestre (12 o 13 settimane di gestazione) se il feto ha dei difetti cromosomici o genetici e quindi, ad esempio, se ha delle particolari necessità dietetiche. Le attuali tecniche di test genetici prenatali però comportano dei rischi per la gravidanza stessa: l’amniocentesi, ad esempio, ha una probabilità su 400 di causare aborti.

Il nuovo test genomico fetale proposto dagli scienziati della Stanford University comporta invece solo un prelievo di sangue, non introduce aghi nell’utero e non pone rischi per la gravidanza. Gli studiosi però sono cauti: finora sono stati condotti test con la nuova tecnica sul genoma di solo due feti, portando a risultati positivi. Ma saranno necessarie ulteriori sperimentazioni.

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