Consiste nel prelievo del liquido del midollo spinale

Diagnosi precoce del morbo della mucca pazza grazie ad un test italiano

di oggisalute | 4 maggio 2012 | pubblicato in Ricerca
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Con un prelievo del liquido contenuto nel midollo spinale si può diagnosticare il morbo della mucca pazza con un’efficacia pari solo agli esami che ora vengono fatti post mortem. Lo ha scoperto uno studio italiano pubblicato dalla rivista Archives of Neurology.
La ricerca, coordinata dall’Istituto di scienze neurologiche del Cnr, ha individuato una proteina, la timosina beta 4, i cui livelli sono molto alti nei malati. L’efficacia del test su pazienti ‘sospettì affetti da demenza è risultata del 98,5%.

“L’analisi dei risultati ha mostrato una sensibilità pari al 100%, cioè la totalità dei pazienti con il morbo di Creutzfeldt-Jakob (Cjd) ha evidenziato livelli elevati di timosina – spiega Antonio Qualtieri dell’Isn-Cnr – e una specificità del 98,5%. Questa proteina rappresenta
quindi un nuovo marcatore molecolare intra-vitam con un’efficienza diagnostica superiore a quella del marcatore attualmente
inserito nei criteri diagnostici internazionali”.

La Cjd è una malattia neurodegenerativa rara ma che conduce a una forma di demenza progressiva e rapidamente fatale. Il test,
sviluppato in collaborazione con Università Magna Graecia di Catanzaro, Azienda ospedaliera di Reggio Calabria e Università
di Palermo, viene fatto sul liquido cefalo-rachidiano, che si trova nel sistema nervoso centrale e che viene prelevato di solito con una puntura lombare.

Le prime analisi sono state fatte su pazienti in cui la malattia era già confermata, e una volta individuata la proteina più adatta il test è
stato ripetuto su persone che presentavano i primi segni di demenza e che erano sospettati di avere contratto il morbo.

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