I giapponesi diventano saggi prima degli americani

Psicologia: la saggezza dipende dalla nazionalità

di oggisalute | 8 maggio 2012 | pubblicato in Ricerca
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La saggezza muta a seconda della nazionalità. Lo sostiene uno studio della University of Waterloo in Ontario, Canada, pubblicato su Psychological Science e riportato dal The Economist, che ha calcolato il quoziente di saggezza medio basato su cinque indicatori,
focalizzandosi su 225 americani e 186 giapponesi.

I primi confermano l’assunto per cui si diventa più saggi con il passare degli anni, i secondi invece sembrano avere lo stesso punteggio a 25 come a 75 anni. Il test, che ha preso in esame soggetti con età e occupazioni differenti, ha misurato le previsioni fornite dai partecipanti in seguito alla lettura di finti articoli di giornale e rubriche su conflitti di gruppo e conflitti tra individui prossimi.

Gli americani, dunque, sono per il 22 per cento più saggi oltre i 50 anni. Nella saggezza ‘intergruppo’, cioè la capacità di comprendere la società, i giapponesi hanno mostrato una media di 51 su una scala di 100 sia nei 25enni sia nei 75enni. Il punteggio degli statunitensi, invece, nelle due fasce d’età variava da 45 a 55.

Nella saggezza ‘interpersonale’, la capacità cioè di capire le relazioni tra gli individui, il punteggio dei cittadini americani è salito da 46 a 50, mentre nei nipponici ha avuto una leggera flessione, da 53 a 52. Il dato interessante è che gli americani, pur appartenendo a una società più individualista, sembrano più forti nella saggezza intergruppo, mentre i giapponesi, apparentemente più collettivisti, sono più saggi nei rapporti interpersonali.

L’ipotesi di Igor Grossmann, direttore della ricerca, è che in una società individualista si ha più bisogno di competenze sociali e viceversa.

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