Lo conferma uno studio dell'Università del Michigan

Psicologia: i videogame con sparatorie generano pistoleri veri

di oggisalute | 23 maggio 2012 | pubblicato in Ricerca
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Le sparatorie virtuali rendono più propensi e allenati alla violenza. Lo conferma uno studio dell’Università del Michigan pubblicato su Communication Research. I videogiochi violenti trasformano i giocatori in aggressivi “spara-tutto”, migliorando la precisione di tiro e
influenzando la capacità a puntare la testa quando si usa una pistola reale.

Jodi Whitaker e Brad Bushman, autori dell’indagine, hanno esaminato le abilità sparatorie di 151 studenti di college indotti a giocare videogame violenti e pacifici. I giochi violenti prevedevano scenari di guerra realistici e la possibilità di sparare a folle di esseri umani con una pistola giocattolo.

Dopo aver giocato per soli 20 minuti, i partecipanti hanno sparato 16 proiettili da una pistola vera ad un manichino che riprendeva
le forme umane. I ragazzi che avevano giocato a videogame da western hanno colpito il corpo del manichino il 33 per cento in più di volte degli altri e la testa del manichino il 99 per cento di volte in più.

“I giocatori del primo gruppo – hanno spiegato gli autori – si sono rivelati non soltanto più allenati a sparare ma anche più propensi a sparare per uccidere, colpendo direttamente alla testa come insegnato dai videogame per eliminare il nemico velocemente”.

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